Una pausa di riflessione sì, ma senza tirare il freno a mano sulla crescita. La decisione del Parlamento Europeo di rinviare alla Corte di Giustizia alcune questioni legate all’accordo UE-Mercosur (il patto commerciale con i paesi del Sud America) ha acceso un dibattito sul futuro degli scambi internazionali. Un passaggio delicato su cui è intervenuto Carlo Robiglio, presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia, richiamando l’attenzione sulle necessità vitali del tessuto produttivo locale.
«Europa strategica, non difensiva»
«La decisione di Bruxelles impone una seria riflessione sulle regole e sugli equilibri del commercio internazionale – ha commentato Robiglio –. Tuttavia, non possiamo dimenticare che la competitività e l’apertura dei mercati restano pilastri essenziali per rafforzare l’industria e le esportazioni italiane nel lungo periodo». Il messaggio degli industriali è chiaro: serve un’«Europa strategica», capace di coniugare la necessaria sostenibilità con le opportunità di crescita, senza chiudersi a riccio.
Il peso dell’export per il territorio
Perché l’accordo con il Sud America interessa Novara, Vercelli e la Valsesia? La risposta sta nella vocazione del territorio. Il sistema produttivo locale, dalle filiere manifatturiere all’agroalimentare, è fortemente orientato all’export. «Per queste imprese – ha sottolineato il presidente di CNVV – l’accesso a nuovi mercati e la riduzione delle barriere commerciali rappresentano un fattore decisivo per continuare a investire, innovare e creare occupazione». Bloccare i canali commerciali significa, di fatto, limitare il potenziale di sviluppo di chi produce sul territorio.
Tutele per le eccellenze
Naturalmente, l’apertura non deve essere indiscriminata. Confindustria ha evidenziato la necessità di valutare l’accordo nella sua interezza, assicurando «adeguate tutele per i settori più sensibili» e valorizzando la qualità delle produzioni locali. «Apertura dei mercati e protezione delle eccellenze non sono obiettivi alternativi, ma elementi che devono procedere insieme», ha spiegato Robiglio. La conclusione è un appello a Bruxelles: «Chiediamo all’Europa scelte chiare, tempestive e orientate allo sviluppo. Solo così gli accordi commerciali possono tradursi in opportunità concrete per le aziende e per le comunità locali».






