Un’economia a due facce, sospesa tra la solidità sui mercati internazionali e un mercato del lavoro locale che mostra qualche segno di affaticamento. È questa la fotografia del tessuto produttivo e occupazionale novarese all’alba della primavera 2026, un quadro che emerge incrociando le recenti stime occupazionali di Unioncamere con i dati definitivi sulle esportazioni dello scorso anno.
Lavoro: ad aprile 2.510 contratti, ma il 76% è precario
Sul fronte dell’occupazione, le notizie in arrivo dal bollettino del sistema Excelsior (elaborato dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte) indicano una lieve frenata. Per il mese di aprile 2026, le imprese della provincia di Novara hanno programmato 2.510 entrate, registrando una flessione di 210 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A preoccupare è soprattutto la stabilità dei contratti: solo il 24% delle assunzioni sarà a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 76% sarà a termine. La domanda si concentra per il 62% nel settore dei servizi e per il 59% nelle aziende con meno di 50 dipendenti. I giovani under 30 rappresenteranno il 33% delle nuove entrate, mentre i laureati si fermano al 9%.
Resta cronico il problema del “mismatch” tra domanda e offerta: in 49 casi su 100, le imprese novaresi prevedono difficoltà nel reperire i profili desiderati. I settori che offrono le maggiori opportunità rimangono quelli dei servizi di alloggio e ristorazione (540 entrate previste), seguiti dal commercio (310), dalle industrie meccaniche ed elettroniche (240), dai servizi alle persone (200) e dalle costruzioni (190).
L’export: il 2025 si chiude in crescita, bene valvolame e tessile
Se il mercato del lavoro interno rallenta, il “made in Novara” continua a difendersi bene oltre confine. Il dato relativo all’intero 2025 indica nel complesso una buona tenuta delle esportazioni delle province di Novara e Vercelli, che hanno chiuso l’anno con una crescita del +3,8%.
Analizzando nel dettaglio i settori trainanti della sola provincia di Novara, spicca la performance delle “macchine di impiego generale”, categoria che racchiude il vitale distretto della rubinetteria e del valvolame. Nonostante un fisiologico rallentamento nel quarto trimestre (+1,1%), questo comparto ha chiuso il 2025 con una solida crescita annua del +4,9%. A trainare le vendite dei nostri rubinetti sono soprattutto i mercati di Germania, Stati Uniti e Francia: verso questi tre paesi nel 2025 si è diretto il 34,6% dell’export novarese del settore.
Dinamiche interessanti arrivano anche dai prodotti delle industrie tessili e dell’abbigliamento. Dopo un andamento altalenante nei mesi precedenti, le esportazioni novaresi del tessile hanno registrato una decisa impennata nel quarto trimestre del 2025 (+9,8%), permettendo al settore di chiudere l’anno in territorio positivo con un +0,8% complessivo. In questo caso, le destinazioni predilette della moda e dei tessuti novaresi si confermano la Francia, la Germania e la Spagna, che da sole assorbono una quota di export pari al 53,1%






