Un filo di lana capace di ricucire e ricostruire vite letteralmente spezzate dalla violenza domestica. Tirocini lavorativi, affitti saldati, patenti di guida conquistate, percorsi psicologici e aiuti materiali per i bambini: sono queste le azioni tangibili finanziate a Novara grazie all’iniziativa “Viva Vittoria”. A poco più di un anno dall’evento che il 24 novembre 2024 ha colorato piazza Martiri per dire un forte “no” alla violenza di genere, le associazioni coinvolte hanno tracciato il bilancio ufficiale di come sono stati investiti i fondi raccolti sul territorio.
I numeri dell’iniziativa parlano di 3.020 coperte in maglia esposte (composte da oltre 12mila quadrati) e ben 2.680 adozioni da parte dei cittadini, che hanno permesso di raccogliere e distribuire un tesoretto netto di 51.600 euro. Le risorse sono state suddivise tra tre realtà del novarese impegnate in prima linea: Liberazione e Speranza, AIED Novara e il centro antiviolenza dell’area Nord.
Il lavoro e l’autonomia con Liberazione e Speranza
Liberazione e Speranza ha ricevuto fondi per un totale di 23.600 euro. Una parte delle risorse ha permesso di coprire le utenze dello spazio di LavaLes la lavanderia sociale di via Alcarotti in cui attualmente lavorano cinque donne. Dodici utenti hanno acquisito la formazione per ottenere la qualifica di tintolavandaia e una ha conseguito quella di operatrice socio-sanitaria. L’impegno sul fronte lavorativo ha generato nell’ultimo anno 22 inserimenti in aziende del territorio, trasformati in sette contratti veri e propri, di cui due a tempo indeterminato. Un’altra corposa fetta dei fondi ha finanziato due corsi per il conseguimento della patente di guida, oltre all’acquisto di kit di emergenza e benessere comprendenti generi alimentari, occhiali da vista e testi scolastici per i figli minori.
Il supporto psicologico e legale di AIED Novara
AIED Novara ha invece scelto di concentrare la quasi totalità dei 12.800 euro ricevuti sul fondamentale supporto psicologico. Una scelta mirata, dettata dal profilo delle utenti seguite dallo sportello: donne con un alto livello di scolarizzazione e indipendenza economica, ma frenate da un profondo bisogno di elaborare il trauma vissuto. Sono state seguite venticinque donne, prevalentemente nella fascia tra i 30 e i 50 anni, alle quali sono stati offerti gratuitamente in media venti colloqui ciascuna. I fondi hanno supportato le vittime nelle delicate fasi di denuncia penale e civile e nelle separazioni dai partner maltrattanti, portando a un progressivo rafforzamento dell’autostima. Una parte delle risorse è servita anche per pagare le spese d’affitto di un’utente, garantendole un rifugio temporaneo sicuro.
La cura, la casa e la mobilità a Borgomanero
Il centro antiviolenza di Borgomanero, ha investito i suoi 15.200 euro concentrandosi su tre ambiti vitali. Per “la cura” sono stati spesi 1.800 euro in servizi di baby-sitting a favore di donne che, senza questo supporto, avrebbero perso il lavoro. Per “la casa” sono stati impiegati oltre 5.500 euro, serviti per saldare affitti arretrati causati dal controllo economico dei partner e, in un drammatico episodio recente, per riparare la porta di casa distrutta da un figlio violento, restituendo così sicurezza fisica a una madre. Infine, sul fronte della “mobilità”, 4.000 euro hanno finanziato le lezioni di scuola guida per quattro donne, tre delle quali hanno già ottenuto la patente diventando finalmente autonome negli spostamenti.







