Un pomeriggio ad alta tensione, iniziato con una raffica di chiamate al 112 e finito con un biglietto di sola andata per il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Gorizia. È il bilancio del movimentato episodio andato in scena venerdì 10 aprile a due passi dalla stazione ferroviaria di Novara.
La fuga e l’inseguimento
Tutto è cominciato in via Manzoni, nel parcheggio adiacente allo scalo, dove per motivi ancora da chiarire è scoppiata una violenta rissa tra diverse persone. Quando le pattuglie della Volante sono arrivate sul posto a sirene spiegate, i partecipanti alla rissa hanno tentato di scappare. Una fuga disperata che per uno di loro è durata solo una manciata di secondi. Grazie al rapido intervento di supporto degli agenti della Polizia Ferroviaria, pronti a cinturare la zona, l’uomo è stato braccato e bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce.
Incastrato dalle impronte: era già stato espulso
Il vero colpo di scena, però, è arrivato una volta varcata la soglia della Questura. Messo di fronte ai rilievi delle impronte digitali e ai controlli incrociati con la banca dati europea, è stato appurato che a suo carico pendeva un precedente decreto di espulsione dal territorio nazionale: l’uomo, aggirando la legge, era rientrato in Italia in maniera illegale.
Il trasferimento a Gorizia per il rimpatrio
A quel punto, l’uomo è stato immediatamente arrestato. Dopo il passaggio in tribunale per l’udienza per direttissima, in cui il giudice ha convalidato il fermo, le forze dell’ordine lo hanno caricato a bordo di un mezzo e scortato fino al Cpr di Gorizia. Lì attenderà, sotto stretta sorveglianza, che venga eseguito il nuovo e definitivo provvedimento di rimpatrio verso il suo paese d’origine.







