Oltre un milione per le case rifugio: priorità a Novara per colmare un vuoto inaccettabile

Un passo concreto per garantire protezione, sicurezza e una via d’uscita a chi fugge dagli abusi domestici. La Regione Piemonte ha approvato i nuovi criteri per l’accesso ai finanziamenti destinati alla rete delle case rifugio per le donne vittime di violenza, mettendo sul piatto uno stanziamento complessivo di 1.469.807 euro. L’obiettivo della misura è sostenere la realizzazione, l’adeguamento e l’acquisto di immobili da destinare all’accoglienza, ma la vera notizia riguarda i criteri di assegnazione, che guardano direttamente al nostro territorio.

Il divario da colmare: Novara e Vercelli uniche province scoperte

Il tratto più qualificante e urgente del nuovo avviso pubblico è infatti il criterio preferenziale accordato ai progetti provenienti dalle province di Novara e Vercelli. Ad oggi, queste due aree rappresentano un vero e proprio “buco nero” nella rete di protezione regionale, risultando le uniche in tutto il Piemonte ancora sprovviste di strutture segrete e protette dedicate all’ospitalità d’emergenza delle donne maltrattate.

La scelta della giunta regionale punta esattamente a sanare questo squilibrio, costruendo una rete di supporto realmente uniforme per garantire il medesimo diritto di accesso ai servizi salvavita in ogni angolo del Piemonte. Le risorse permetteranno non solo di aumentare i posti letto disponibili, ma anche di migliorare la qualità e l’accessibilità delle strutture, con un’attenzione particolare all’accoglienza delle persone con disabilità.

Come funzionano i contributi e le regole per i bandi

Dal punto di vista tecnico e finanziario, sono stati stabiliti paletti precisi per garantire l’efficacia degli interventi. I contributi regionali potranno coprire fino all’80% del costo totale di ciascun progetto presentato, fissando un tetto massimo di 200 mila euro per singolo intervento. Ai soggetti proponenti sarà richiesto un cofinanziamento minimo del 20%.

La partecipazione all’avviso pubblico sarà aperta agli enti locali, alle associazioni e agli enti del terzo settore (anche uniti in forma associata), ai quali sarà richiesta come requisito fondamentale una comprovata esperienza sul campo nel delicato settore del sostegno alle donne vittime di violenza di genere.

L’assessora Marina Chiarelli: «Un investimento su dignità e futuro»

A illustrare il senso profondo dell’operazione è stata Marina Chiarelli, assessore regionale con delega alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili. L’esponente della giunta ha ribadito come «migliorare l’accoglienza equivale a dare risposte tangibili a chi trova il coraggio di denunciare e allontanarsi dai propri aguzzini».

«Si tratta di luoghi di protezione, autonomia e rinascita – ha spiegato l’assessore Chiarelli –. Con questo provvedimento investiamo su sicurezza, dignità e futuro, consolidando una rete che deve essere sempre più capillare, accessibile e vicina ai bisogni reali delle donne e dei loro figli. Interveniamo per superare gli squilibri territoriali ancora presenti e la priorità assegnata a Novara e Vercelli nasce proprio da qui: colmare un vuoto. Investire in queste strutture significa affermare con forza che nessuna donna deve sentirsi sola. La risposta delle istituzioni deve essere concreta, coordinata e all’altezza della sfida».

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