Novarese nella morsa del freddo: record a Varallo Pombia con -10. Ma la neve resta un miraggio

La svolta è attesa per la prossima settimana, quando l'instaurarsi di correnti oceaniche più miti inizierà a smussare le temperature

L’inverno, quello vero, è tornato a bussare alle porte del Nord Italia. Un’irruzione d’aria di matrice artica sta stringendo in una morsa di freddo l’intero territorio, portando le temperature sotto le medie stagionali. Eppure, ciò che oggi ci appare come un evento eccezionale, è in realtà il riflesso di una memoria climatica che stiamo perdendo: episodi simili erano la norma fino a pochi decenni fa, prima che l’ultimo decennio li rendesse rarità da prima pagina.

Le scorse notti sono state davvero fredde, con i termometri che sono scesi in picchiata in tutta la provincia. Il record spetta a Varallo Pombia, dove si è toccata la soglia dei -10°C. Non è andata meglio a Cameri, con un picco di -8,5°C, mentre nel capoluogo, Novara, la colonnina di mercurio si è fermata a -6°C.

Anche durante il giorno il sollievo è minimo: il soleggiamento non riesce a contrastare il gelo, con massime che faticano a superare i 4/5°C e le aree in ombra rimangono ghiacciate.

Dal punto di vista meteorologico, ci troviamo di fronte al fenomeno della sedimentazione: l’aria fredda artica, essendo più densa e pesante di quella calda, si è depositata nei bassi strati atmosferici della Pianura Padana. Questo “cuscinetto freddo” si è ormai consolidato e non sarà facile da scalzare, agendo come una vera e propria barriera gelida radicata al suolo.

Nonostante il freddo pungente, manca all’appello la protagonista storica degli inverni novaresi: la neve. Se fino a trent’anni fa era l’attrice principale della stagione, oggi la sua assenza è assordante. Anche con temperature ideali, le precipitazioni latitano.

Un timido segnale di cambiamento potrebbe arrivare venerdì 9 gennaio: tra la notte e le prime luci dell’alba, è previsto un debole tentativo di perturbazione che potrebbe regalare qualche sparuto fiocco di neve coreografico, ma senza accumuli significativi.

Il freddo non ha ancora finito la sua corsa: nel fine settimana riprenderà vigore, mantenendo il clima rigido su tutto il Piemonte. La svolta è attesa per la prossima settimana, quando l’instaurarsi di correnti oceaniche più miti inizierà a smussare le temperature.

Il futuro dei prossimi giorni dipenderà dal tempismo delle perturbazioni atlantiche. Infatti se le perturbazioni arriveranno subito (tra il 12 e 14 gennaio), potrebbero scorrere sopra il “cuscinetto freddo” presente in pianura, regalando nevicate in pianura da scorrimento; Se invece le precipitazioni tarderanno, l’accumulo di aria gelida nei bassi strati sarà ormai svanito, trasformando quello che poteva essere un paesaggio imbiancato in una grigia giornata di pioggia. Torneremo con aggiornamenti nel frattempo rimaniamo coperti! 

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