I chilometri macinati ogni giorno sulle strade e sui marciapiedi della provincia si trasformano in un gesto di profonda attenzione verso l’ambiente e, soprattutto, verso la sicurezza dei più piccoli. I quasi centosessanta portalettere in servizio nel novarese sono infatti diventati i protagonisti del nuovo progetto di economia circolare promosso da Poste Italiane, ribattezzato «Scarpa vecchia fa buon gioco». Grazie al loro contributo, unito a quello dei colleghi, sono stati raccolti ben 1.400 chilogrammi di scarpe antinfortunistiche nel corso del 2025. Un traguardo virtuoso che non si è fermato al cambio di calendario, visto che nei soli primi due mesi del 2026 sono già stati accumulati ulteriori 400 chili, a conferma di una fortissima adesione territoriale.
Dalla strada all’asilo nido: il circolo virtuoso della gomma
L’iniziativa, nata originariamente dall’intuizione di un gruppo di dipendenti e subito abbracciata con entusiasmo dai vertici di Poste, si inserisce nel più ampio percorso di sostenibilità aziendale e ha un obiettivo chiaro: evitare che le vecchie calzature da lavoro finiscano in discarica, donando loro una seconda vita.
I pannelli antitrauma realizzati fondendo la gomma riciclata delle suole usurate sono infatti già diventati una solida e colorata realtà. Le primissime mattonelle ecologiche sono state installate con successo nel parco giochi dell’asilo nido aziendale “PosteBimbi” di Roma. È proprio qui che la gomma che un tempo garantiva la sicurezza e la stabilità dei portalettere durante le consegne, oggi svolge il compito di proteggere i bambini da eventuali cadute, chiudendo un perfetto e utilissimo circolo virtuoso.
I numeri del risparmio ambientale e i progetti futuri
I benefici per l’ecosistema, calcolatrice alla mano, sono tangibili: scegliendo la via del riciclo anziché quella dello smaltimento tradizionale in discarica o negli inceneritori, Poste Italiane ha calcolato di aver ridotto l’impatto ambientale di oltre 51mila chilogrammi di anidride carbonica nel solo 2025. Per rendere visivamente l’idea del risparmio, si tratta dell’inquinamento equivalente a quasi 170mila chilometri percorsi in strada da un’automobile diesel, oppure alla capacità di assorbimento vitale di ben trecentoundici alberi.
Un modello di economia circolare che i promotori hanno già anticipato la volontà di estenderlo in modo capillare nel prossimo futuro: presto, infatti, la macchina del riciclo coinvolgerà non solo le calzature, ma anche i caschi e le divise dismesse dai portalettere, ampliando ulteriormente l’impatto ecologico e sociale dell’intera operazione.







