“La bellezza di ciò che manca”: il nuovo progetto del Cisa Ovest Ticino entra nel vivo

La disabilità non come un deficit da colmare, ma come uno spazio generativo, un luogo inesplorato capace di attivare creatività, relazioni umane e senso di comunità. È partendo da questo profondo cambio di prospettiva, ispirato al suggestivo concetto giapponese di “Yohaku no bi” (la bellezza di ciò che manca, per l’appunto), che entra ufficialmente nel vivo il nuovo progetto promosso dal Cisa dell’Ovest Ticino. L’iniziativa ha potuto prendere forma grazie ai preziosi fondi derivanti dalla partecipazione dell’ente all’edizione 2025 del bando “Vivomeglio” erogato dalla Fondazione CRT, e si sta ora diramando sul territorio.

Laboratori teatrali nei centri diurni e storie nelle scuole

«Dopo una fase iniziale di organizzazione e co-progettazione curate dall’educatrice Grazia Fallarini con la consulenza di Marco Bricco di DispariTeatro, sono ora attive contemporaneamente diverse azioni sul territorio», ha spiegato il direttore del Cisa, Valentina Bertone. Nei centri diurni per persone con disabilità di Galliate, Trecate, Recetto e villa Varzi gli utenti sono già protagonisti di intensi laboratori teatrali, un percorso emotivo e artistico che porterà alla realizzazione finale di uno spettacolo originale.

Allo stesso tempo, il progetto ha varcato le porte delle scuole primarie del territorio, dove hanno preso avvio i percorsi brevi intitolati “Storie sospese“. Si tratta di delicati laboratori di lettura e narrazione pensati su misura per i bambini, intimamente dedicati alle loro storie personali e incentrati proprio sul tema degli spazi mancanti e delle parole non dette.

L’attesa per lo spettacolo delle giornate FAI 2026

Parallelamente alle attività laboratoriali, è già iniziata la preparazione dello spettacolo con il quale il Cisa rinnoverà la sua tradizionale partecipazione alle giornate di primavera 2026 del FAI. A illustrare i dettagli di questo step è l’educatrice Grazia Fallarini, che ha definito l’opera come «un lavoro frutto di un percorso condiviso tra persone adulte con disabilità e bambini delle scuole, nato dalla consolidata collaborazione con la delegazione FAI di Novara e il gruppo FAI Ovest Ticino ai quali si aggiunge il gruppo FAI Ticino». Si tratterà, come ha sottolineato la curatrice «di un momento progettuale spiccatamente inclusivo, in grado di intrecciare diverse generazioni, linguaggi artistici eterogenei e pura cittadinanza attiva».

I prossimi passi e il plauso delle istituzioni

Nei prossimi mesi il calendario delle attività proseguirà arricchendosi di laboratori artistici diffusi, esperienze immersive nella natura e momenti pubblici di restituzione alla cittadinanza. L’obiettivo a lungo termine resta quello di radicare sul territorio una solida cultura dell’inclusione, fondata sull’ascolto reciproco e sulla forza trasformativa dell’arte.

Un traguardo celebrato anche dai vertici istituzionali del consorzio. «Questa è un’ulteriore opportunità che nasce dalla capacità dei nostri operatori di proporre progetti in grado di intercettare finanziamenti», hanno commentato il presidente del consiglio di amministrazione, Carla Zucco, e il presidente dell’assemblea dei sindaci, Lido Beltrame.

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