In città

«Il Giorno del ricordo è di tutti, il campo profughi accolse 1.400 persone»

Le celebrazioni in programma fra Novara e provincia. Giorgio De Cerce, neoeletto presidente dell'associazione esuli: «Ecco perché è importante che i giovani conoscano questa pagina di storia»

Foto storica della Caserma Perrone (fonte: wikiesodo.altervista.org)

«Il Giorno del ricordo è di tutti, il campo profughi, in cui oggi ha sede l’università, accolse 1.400 persone. Per dimensioni quello di Novara era il terzo in Piemonte». È una realtà ancora viva nella memoria di Giorgio De Cerce (nella foto in alto), neoeletto presidente del comitato provinciale novarese dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che oggi (10 febbraio) parteciperà alla giornata commemorativa dedicata alle vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Una cerimonia che si terrà in forma più sobria rispetto agli anni scorsi, a causa del Covid. «Alle 11, nella chiesa della Sacra Famiglia si terrà una messa – spiega De Cerce – Successivamente, solo con le autorità locali, andremo a deporre una corona di fiori sulla lapide ai caduti». Non ci sarà, dunque, il tradizionale corteo al Villaggio Dalmazia, ma grazie al “digitale” sarà comunque possibile raccontare agli studenti il Giorno del ricordo e quella pagina di storia che ha legato gli esuli alla città di Novara. «Abbiamo pensato di predisporre la videoconferenza “Il Ricordo per sempre” – spiega il consigliere provinciale delegato alla Cultura Ivan De Grandis – alla quale parteciperanno i rappresentanti dell’associazione Esuli istriani e dalmati della provincia di Novara, il ricercatore Silvano Olmi del Comitato 10 febbraio, il regista e attore Davide Giandrini e la referente dell’Ufficio scolastico provinciale Gabriella Colla. La videoconferenza, realizzata con la collaborazione dell’agenzia “Vibra”, sarà trasmessa oggi sia attraverso il canale Youtube della Provincia, sia attraverso la pagina Facebook e sarà un’occasione di approfondimento e di riflessione su tragici fatti della storia del nostro Paese rimasti celati per tanti, troppo anni».

 

Cos’è importante che sappiano i giovani? «L’esodo riguardò 150.000 persone in un territorio in cui ne vivevano 500.000 – risponde De Cerce, fra memoria storica e ricordi personali – Ci sono stati uomini che hanno fatto di tutto per garantire la legalità, pagando anche con la vita in quegli anni. Su 400 agenti di polizia, dopo le bombe, restarono lì in 30 come volontari e solo due si salvarono. Tra quelli che non ce l’hanno fatta c’era anche mio padre, che ringrazierò sempre per il sacrificio che ha compiuto. Io sono nato a Zara nel ’44 e sono arrivato a Novara nel ’47. Vivevo al campo profughi con mia madre, in un alloggio al primo piano della caserma Perrone: avevamo un letto, un armadio e una macchina da cucire, con cui mia madre faceva dei lavoretti. Ringrazio il presidente Carlo Azelio Ciampi per avere istituito questa ricorrenza nel 2004, che ha introdotto l’obbligo e la possibilità di ricordare».

Nini Sardi

Per l’associazione sarà il primo Giorno del ricordo senza Nini Sardi: storico presidente, scomparso a ottobre all’età di 89 anni (leggi qui). «Nini è stato una grande persona, perché ha sempre saputo essere equidistante e valorizzare la nostra comunità al meglio. Era scampato alla strage di Vergarolla, che si consumò a pochi chilometri da Pola il 18 agosto 1946: le bombe piombarono su questa spiaggia gremita di gente, mentre era in corso una gara di nuoto e morì una settantina di persone. Con lui e gli altri del direttivo ci incontravamo ogni mercoledì, non lo dimenticheremo mai», conclude De Cerce.

Di seguito le altre iniziative di commemorazione sono in programma sul territorio novarese:

BORGOMANERO – 10 febbraio: in collaborazione con la Fondazione “Marazza” – Documentario “Profughi” di Antonio Leone, Eligio Pastrovicchio e Mauro Begozzi. Il video sarà pubblicato in occasione della ricorrenza sul sito del Comune di Borgomanero (www.comune.borgomanero.no.it).

GHEMME – 10 febbraio: Biblioteca comunale “A. Antonelli” – presentazione di un video sulle piattaforme comunali dal titolo “Ricordo di Norma Cossetto, vittima delle Foibe” nel corso del quale una voce narrante, a supporto di immagini di repertorio, ricorderà la sua tragica fine ed i momenti salienti della sua storia.

MEINA – 10 febbraio: esposizione di manifesti del Comune di Meina per la commemorazione dei Martiri delle Foibe e dell’Esodo istriano, giuliano e dalmata.

MIASINO – Eventi in programmazione a Villa Nigra nel rispetto delle limitazioni legate all’emergenza Covid-19. Proiezione de “Le porte della Memoria “. Date delle proiezioni: 10 febbraio, alle 20.45, in lingua inglese. 13 febbraio e 14 febbraio, alle 18, in lingua italiana. La sceneggiatura prende lo spunto dalla guerra nella ex Jugoslavia. Il film è la storia, che ha luogo in una notte, di una coppia, Isaac, un ebreo russo pittore e lei una cattolica polacca musicista. Le “porte’ originali del film saranno installate presso i locali di Villa Nigra e saranno oggetto di una mostra in programmazione nella prossima primavera.

POGNO – Biblioteca “R. Bauer”: Produzione di infografiche da affiggere nelle bacheche comunali e da distribuzione esclusivamente online ai propri utenti.

TRECATE – 10 febbraio: alle 17.30 Incontro pubblico “10 Febbraio – Giorno del Ricordo – Pagine di Storia” mediante l’utilizzo della piattaforma GoToMeeting. Relatore sarà Franco Peretti, studioso di storia e autore di articoli e pubblicazioni. L’iniziativa rientra nel programma culturale “Pagine di storia – gennaio – aprile 2021”.

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