Il divieto non basta, torna a picchiarla dopo solo un giorno: 25enne in carcere

Nemmeno il provvedimento del giudice è riuscito a fermare la sua furia. Appena ventiquattr’ore dopo aver ricevuto il divieto di avvicinamento alla ex compagna, si è presentato nuovamente da lei e l’ha aggredita. È finita così, con le manette ai polsi e il trasferimento in carcere nella mattinata di sabato 7 febbraio, la vicenda di un 25enne italiano, domiciliato a Novara e già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e il patrimonio.

Le indagini della Squadra Mobile hanno scoperchiato un quadro di violenze domestiche che andava avanti dal 2023. La vittima, una donna italiana di 45 anni, ha raccontato agli agenti un anno vissuto nel terrore, fatto di aggressioni verbali e fisiche ormai all’ordine del giorno. L’uomo, secondo quanto ricostruito, era solito insultarla pesantemente e minacciarla di morte, passando spesso dalle parole ai fatti: durante le liti lanciava stoviglie e suppellettili contro di lei, causandole in diverse occasioni delle lesioni.

I dettagli emersi dal racconto della donna descrivono scene di inaudita violenza. In una circostanza l’uomo l’avrebbe scaraventata a terra, sdraiandosi sopra di lei mentre impugnava una mazza per immobilizzarla. In un altro episodio, al culmine dell’ennesima discussione, avrebbe distrutto a calci e pugni tre porte dell’appartamento, per poi puntare alla gola della compagna il collo di una bottiglia di vetro infranta, minacciandola di morte. A questo si aggiungeva un controllo ossessivo: l’uomo la pedinava costantemente, costringendola a isolarsi completamente da amicizie e familiari.

Inizialmente, a seguito delle indagini, il 4 febbraio era scattata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Una protezione che però è durata pochissimo: solo un giorno dopo, l’uomo ha violato la prescrizione, ha raggiunto la vittima e, dopo una discussione, l’ha percossa nuovamente richiedendo l’intervento urgente di una volante della questura. Di fronte all’evidente pericolosità e all’insofferenza verso i provvedimenti dell’autorità, è scattato l’aggravamento della misura: sabato mattina la Polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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