Grazie a “La musica che unisce” un dono prezioso per la Pediatria del Maggiore

Quando l’arte e la solidarietà si incontrano, il risultato è un aiuto concreto per chi sta affrontando le battaglie più difficili. Nelle scorse ore, gli spazi dell’aula polivalente del reparto di Pediatria dell’ospedale Maggiore hanno ospitato la presentazione ufficiale di una generosa donazione dell’Associazione Amici del Teatro Coccia che ha scelto di scendere in campo per sostenere attivamente il reparto con la donazione di nuove apparecchiature.

Dal palcoscenico alla corsia: fondi per l’oncologia pediatrica

I fondi destinati all’ospedale novarese sono il frutto del successo ottenuto dall’evento “La musica che unisce“, andato in scena lo scorso mese di novembre. Protagonisti assoluti della serata sono stati il direttore d’orchestra Gian Mario Cavallaro e il soprano Victoria Shapranova, due talenti che hanno messo generosamente a disposizione la propria arte, decidendo di devolvere l’intero incasso dei biglietti a favore del reparto ospedaliero.

Grazie a questa grande sensibilità sarà ora possibile finanziare l’acquisto di nuove e specifiche apparecchiature mediche destinate in particolar modo all’oncologia pediatrica . Strumentazioni all’avanguardia che contribuiranno a innalzare ulteriormente il livello di assistenza quotidiana e la qualità complessiva delle cure offerte ai giovanissimi degenti.

Il ringraziamento del reparto ai piccoli “guerrieri”

A fare gli onori di casa e ad accogliere la donazione è stata la professoressa Ivana Rabbone, che ha voluto rivolgere parole di profonda gratitudine a tutti gli attori coinvolti in questo progetto virtuoso. «Ringrazio profondamente gli artisti e l’associazione per questo meraviglioso gesto di solidarietà», ha sottolineato la direttrice. «Grazie a questa donazione sarà possibile potenziare le dotazioni del reparto e migliorare ulteriormente l’assistenza ai piccoli pazienti, i nostri veri “guerrieri”».

Un traguardo che rappresenta oggi un esempio perfetto di come la stretta e proficua collaborazione tra le istituzioni culturali e quelle sanitarie del territorio possa trasformarsi in un motore inarrestabile, unito dal comune e nobile obiettivo di sostenere i bambini e le loro famiglie nei delicati e complessi percorsi di cura.

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