Per il secondo anno consecutivo il progetto “Let’s talk together” torna nelle scuole novaresi, portando tra i banchi un percorso strutturato di informazione e sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. A promuoverlo è l’Animenta, realtà attiva dal 2021 sul fronte dei disturbi alimentari e della salute mentale, con il sostegno della Fondazione Comunità Novarese e della Fondazione De Agostini.
Dopo il progetto pilota “The Image Dilemma”, realizzato nell’anno scolastico 2024/2025 in tre classi dell’Istituto professionale Ravizza, l’iniziativa è stata ampliata coinvolgendo anche il liceo scientifico Antonelli e l’istituto tecnico Mossotti. In totale, sono oltre 800 le persone raggiunte tra studenti, famiglie e docenti, segno di una crescente attenzione verso un tema sempre più diffuso e precoce.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: aumentare la consapevolezza sull’educazione alimentare, psicocorporea e digitale per prevenire l’insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare e riconoscerne i segnali fin dalle prime manifestazioni. Il percorso si è articolato in quattro incontri in aula da due ore ciascuno, affiancati da un appuntamento online rivolto a genitori e insegnanti, tutti condotti da professionisti del settore.
A chiudere il percorso, l’evento finale ospitato lunedì 30 marzo al Teatro Faraggiana, davanti a circa 300 studenti. Un momento pensato per unire didattica innovativa, testimonianze dirette e il contributo di un volto noto vicino alla causa: la cantautrice Giulia Molino, che ha portato la propria esperienza artistica e personale al servizio del messaggio di sensibilizzazione.
Il progetto è stato sostenuto con un investimento complessivo di 30mila euro da parte delle due fondazioni promotrici, che hanno scelto di rinnovare l’impegno sul territorio.
«Sostenere per il secondo anno “Let’s talk together” – commenta il presidente della Fondazione Comunità Novarese, Davide Maggi – significa confermare un impegno concreto verso il benessere delle nostre comunità educative. I disturbi della nutrizione e alimentazione sono una realtà in crescita e riteniamo fondamentale agire in modo preventivo, offrendo agli studenti strumenti per comprendere se stessi e chiedere aiuto quando necessario. Questo progetto porta nelle scuole un linguaggio vicino ai ragazzi e una metodologia innovativa, capace di attivare consapevolezza e relazioni positive».
Sulla stessa linea Marcella Drago, segretario generale della Fondazione De Agostini: «Siamo orgogliosi di sostenere per il secondo anno consecutivo il progetto, perché i risultati dell’edizione precedente ci hanno confermato quanto sia preziosa questa iniziativa. I disturbi del comportamento alimentare colpiscono sempre più precocemente: investire in prevenzione, direttamente nelle scuole e con iniziative capaci di parlare davvero ai ragazzi, è estremamente importante».
A sottolineare l’impatto concreto del progetto è Laura Montanari, vicepresidente di Animenta: «Quest’anno il numero dei beneficiari è più che triplicato e questo ci rende orgogliose non solo per il risultato in sé, ma per il significato reale: molti studenti hanno chiesto aiuto; altri hanno capito come stare vicino a un compagno in difficoltà; altri ancora hanno ricalibrato il linguaggio e sono meno indifferenti al bullismo. Il messaggio che abbiamo ricevuto è chiaro: continuate, perché ce n’è bisogno».
A confermare l’efficacia del percorso sono anche i questionari finali raccolti tra gli studenti. Dalle risposte emerge una valutazione positiva dell’esperienza, considerata utile per affrontare temi spesso trascurati in un contesto accogliente e non giudicante. Apprezzati in particolare l’approccio interattivo e il lavoro di gruppo, ritenuti strumenti efficaci per favorire il confronto e la partecipazione attiva.
Nel complesso, “Let’s talk together” si conferma un progetto capace di incidere non solo sul piano informativo, ma anche su quello relazionale, contribuendo a costruire nelle scuole una maggiore consapevolezza e un ambiente più attento alle fragilità.






