Cinque milioni per cinque progetti nel Novarese: dagli spazi per i ragazzi ai centri per la disabilità

Cinque milioni di euro per cinque progetti emblematici destinati al territorio novarese. È questo il risultato dell’iniziativa congiunta di Fondazione Cariplo e Fondazione Comunità Novarese, che hanno selezionato interventi di forte impatto sociale e culturale, distribuiti tra città e provincia.

Nel corso degli anni, Fondazione Cariplo ha destinato al novarese circa 100 milioni di euro per oltre 1.200 progetti. L’iniziativa si inserisce nel trentacinquesimo anniversario della fondazione e punta a sostenere interventi strutturali e innovativi, capaci di produrre effetti duraturi nelle comunità locali.

«L’intuizione di venticinque anni fa ha dato il via alle fondazioni di territorio – ha ricordato Davide Maggi, presidente della Fondazione Comunità Novarese e membro del consiglio di amministrazione di Fondazione Cariplo –. I bisogni e le dinamiche territoriali cambiano, e l’obiettivo è unire la sensibilità di Cariplo con quella dei territori per fare in modo che le cose possano accadere davvero».

Maggi ha sottolineato come i progetti selezionati siano legati da un filo comune: «Tutti hanno il concetto del prendersi cura. Lo sviluppo nasce sempre dalla cooperazione: possiamo crescere solo quando ci prendiamo cura delle persone, dell’ambiente in cui vivono. La comunità diventa attiva quando la società prende atto di questo».

Per Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo, «questi progetti sono tasselli di una comunità che aiutano le persone a credere nel futuro». Nel solo 2025, ha ricordato, la fondazione ha erogato complessivamente 215 milioni di euro.

I progetti finanziati nel Novarese riguardano ambiti diversi: disabilità, rigenerazione urbana, cultura, educazione e sostegno agli adolescenti.

Cerano: un nuovo centro per i bambini con disabilità

Il primo progetto riguarda Cerano ed è promosso dall’associazione Vo.CE. insieme al centro di riabilitazione Nuvolando, guidato da Antonio Giuliani ed Elisabetta Fassina.

Il progetto, dal titolo “Nuvolando: modello di inclusione e sviluppo per i bambini con disabilità neuro-psicomotorie”, prevede la realizzazione di una nuova struttura accanto a quella esistente, ormai arrivata al limite della capienza.

L’obiettivo è passare dagli attuali 150 bambini seguiti a circa 400, con spazi multidisciplinari dedicati a neuropsicomotricità, logopedia, psicologia e fisioterapia, oltre ad aree di accoglienza per le famiglie e ambienti completamente accessibili.

Il costo complessivo dell’intervento è di circa 1,4 milioni di euro, di cui un milione finanziato da Fondazione Cariplo.

Novara: rigenerazione tra Cittadella e Villaggio Dalmazia

A Novara il progetto si chiama “RE-UP. Reti Urbane Primarie”, ed è coordinato dal Comune con la project manager Benedetta Baraggioli. L’intervento nasce dal lavoro delle associazioni attive nei quartieri Cittadella e Villaggio Dalmazia e da un percorso di coprogettazione promosso dalla Fondazione Comunità Novarese, che ha coinvolto quindici soggetti del territorio.

L’obiettivo è trasformare quasi 10.000 metri quadrati di aree oggi inutilizzate in nuovi spazi di socialità e aggregazione: il “Bosco delle parole”, le micro-foreste urbane, il “Parco del respiro” e interventi di urbanistica tattica.

Il progetto prevede anche la riapertura dell’oratorio del Villaggio Dalmazia come centro giovanile, laboratori educativi, percorsi per donne straniere, orti didattici, servizi di cittadinanza digitale e attività di comunità.

Il valore complessivo è di 1,87 milioni di euro, con un contributo di un milione da Fondazione Cariplo. L’avvio è previsto per il 2 marzo 2026.

San Maurizio d’Opaglio: un sistema culturale integrato

Il terzo progetto riguarda San Maurizio d’Opaglio e si intitola “La memoria dell’innovazione”, presentato da Andrea Carson. L’intervento punta a creare un sistema culturale integrato, collegando diversi poli del paese: dal Museo del Rubinetto al Teatro degli Scalpellini, dal Museo Castelli Cusiani alla piazza Agorà fino al nuovo centro comunitario.

L’obiettivo è creare una rete di spazi aggregativi e culturali capaci di rafforzare l’identità locale e generare nuove occasioni di incontro e partecipazione. Il valore complessivo del progetto è di circa 1,43 milioni di euro, con un contributo di un milione da Fondazione Cariplo.

Novara: il progetto “Luoghi comuni” dei Salesiani

Il quarto intervento riguarda l’Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara, con il progetto “Luoghi comuni – percorsi comunitari di innovazione sociale”, illustrato dal direttore don Fabiano Gheller.

Il progetto mira a costruire un ecosistema educativo territoriale integrato, rivolto a minori, giovani e adulti, per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità.

Sono previsti laboratori socio-educativi, doposcuola potenziato, servizi per diagnosi Dsa e Bes, sportelli di ascolto, percorsi di mentoring e orientamento, oltre ad attività di socializzazione al lavoro e all’autonomia abitativa.

Il progetto, sviluppato con diversi partner educativi e sociali del territorio, ha un valore complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, di cui un milione finanziato da Fondazione Cariplo.

Nord Novarese: spazi e reti contro il disagio giovanile

Il quinto progetto, presentato da Marco Martinetti di Vedogiovane, si intitola “Stranger Teens” ed è rivolto agli adolescenti e ai giovani tra i 14 e i 25 anni del territorio di Borgomanero, Cureggio, Ghemme e Maggiora.

L’obiettivo è contrastare l’isolamento sociale e la crescente sofferenza mentale tra i giovani, offrendo spazi sicuri, attività educative ed espressive e occasioni di relazione tra pari.

Il progetto prevede la creazione e l’animazione di diversi luoghi dedicati ai ragazzi: la Casa Vedogiovane a Maggiora, il Foro Boario di Borgomanero, la Casa Tacchelli e il Cementone di Cureggio e il centro Made in Ghemme.

Il valore complessivo è di circa 1,9 milioni di euro, di cui un milione finanziato da Fondazione Cariplo.

(foto Alessandro Visconti)

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore