Barriera Albertina e Ossario nel mirino dei vandali: il M5S porta il caso in consiglio comunale

Il capogruppo Mario Iacopino ha depositato due interrogazioni: «Non episodi isolati ma gestione superficiale del decoro urbano»

Dopo la “denuncia” del presidente dell’associazione Amici del Parco della Battaglia, Paolo Cirri, sugli episodi di vandalismo alla Barriera Albertina, sede di Expo Risorgimento, e all’Ossario della Bicocca, il Movimento 5 Stelle porta il tema in consiglio comunale: due interrogazioni distinte per chiedere conto all’amministrazione di quali misure siano state adottate, e quali invece manchino ancora, su tutela, controlli e manutenzione di due luoghi simbolo della memoria cittadina.

A intervenire è il capogruppo Mario Iacopino, che parla di «decoro urbano assente» e di una prevenzione che «resta solo uno slogan». Secondo il M5S, non si tratterebbe di episodi isolati, ma del risultato di una «totale mancanza di prevenzione» e di «una gestione superficiale del decoro urbano». Da qui la decisione di presentare due interrogazioni per chiedere conto dello stato di tutela, della sicurezza e dell’impiego delle risorse pubbliche.

Nel mirino, in particolare, la situazione della Barriera Albertina: bottiglie rotte, urina, porte danneggiate e furti – a cui si aggiunge un elemento che Iacopino definisce «gravissimo»: la struttura non è ancora accessibile al pubblico, nonostante investimenti già effettuati e il museo trasferito da oltre un anno.

«Un bene storico lasciato chiuso al pubblico e senza controlli rischia di diventare terra di nessuno – attacca Iacopino –. Chiediamo perché non sia ancora fruibile, quanti fondi siano stati spesi e con quali risultati».

Ancora più delicato, secondo il M5S, quanto accaduto all’Ossario della Bicocca, luogo sacro della memoria cittadina: qui i vandali hanno rotto una finestra. Un gesto che riaccende i riflettori su una criticità che, per Iacopino, viene da lontano.

«Qui il problema è ancora più evidente – prosegue – perché parliamo di un sito che da decenni soffre abbandono e carenza di manutenzione. Senza monitoraggio e presidio, il rispetto non si improvvisa».

L’affondo finale è politico e amministrativo: «Il decoro urbano non si difende a parole – conclude Iacopino – ma con prevenzione, controllo e cura costante. Lasciare soli i beni storici significa condannarli al degrado. La giunta deve assumersi le proprie responsabilità».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore