La Fondazione Castello di Novara ci riprova. Dopo una serie di bandi andati deserti, è stato pubblicato un nuovo avviso pubblico per individuare un gestore dei locali destinati a bar-caffetteria e ristorazione all’interno dell’ala sud del castello di Novara.
L’obiettivo è quello di insediare un’attività di somministrazione capace di integrarsi con la vita culturale del Castello e di diventare un punto di riferimento per visitatori e cittadini. I locali verranno consegnati nello “stato di fatto”: sarà quindi il concessionario a occuparsi degli allestimenti, degli arredi e delle finiture.
Si tratta dell’ennesimo tentativo di dare una funzione stabile agli spazi destinati alla ristorazione all’interno del Castello, dopo diversi bandi che negli ultimi anni non hanno prodotto risultati concreti.
Una storia di bandi senza esito
L’ultimo bando pubblicato nel novembre scorso si è concluso senza alcuna offerta. Il termine per la presentazione delle proposte era stato fissato al 22 dicembre e successivamente prorogato al 22 gennaio, ma anche in quel caso nessun operatore economico si era fatto avanti.
La situazione aveva anche generato un dibattito politico in consiglio comunale, con un’interrogazione dell’opposizione sulla difficoltà di trovare un gestore per uno spazio considerato strategico per la valorizzazione del complesso monumentale.
In passato una gestione sembrava essere stata trovata: la pasticceria Caldarola si era aggiudicata il bando per aprire la caffetteria e il ristorante, con l’obiettivo di avviare l’attività entro la fine del 2023. Tuttavia nel luglio 2024 l’operatore aveva comunicato il ritiro dal progetto, motivandolo con le lungaggini legate ai lavori per la pavimentazione della corte interna.
Da allora si sono susseguiti diversi tentativi per rilanciare l’iniziativa.
Canone progressivo per favorire l’avvio
Nel nuovo avviso la Fondazione prova a rendere più attrattiva la proposta, introducendo una struttura di canone progressiva. Il canone annuo parte da 12 mila euro il primo anno, sale a 24 mila nel secondo e si stabilizza a 36 mila euro dal terzo anno.
La concessione ha una durata base di sei anni, rinnovabile per altri sei, ma la durata può essere rimodulata in base all’entità del progetto e degli investimenti previsti.
La Fondazione si dice inoltre disponibile a valutare formule come il “fitto consumato”, una modalità che consente di compensare parte del canone con gli investimenti iniziali sostenuti dal gestore.
Un locale legato alla vita culturale del castello
L’idea è quella di creare uno spazio vivo, capace di accompagnare le attività culturali del complesso monumentale. Il bando prevede un’apertura minima di sei giorni su sette, dal martedì alla domenica, con la possibilità di estendere il servizio anche alla fascia serale.
Per preservare il carattere del luogo sono però previsti alcuni limiti: non saranno ammesse slot machine, attività assimilabili a discoteche o utilizzi ritenuti incompatibili con il decoro e il valore storico del castello stesso.
Come candidarsi
Gli operatori interessati sono invitati a presentare una proposta che includa il piano gestionale e l’ipotesi di allestimento. Le candidature, che dovranno dimostrare solidità economica e un portfolio di alto livello, dovranno pervenire entro le 12 del 24 aprile. A questo link si trova l’avviso completo e il modulo da utilizzare.







