La sua fuga dopo l’assalto armato in banca è durata ben poco ed è finta nel novarese. I carabinieri hanno infatti rintracciato e fermato in un hotel di Cameri il sospettato numero uno della maxi rapina in banca avvenuta il 29 dicembre scorso alla filiale della Castagneto Banca 1910 di San Vincenzo, in provincia di Livorno, che aveva fruttato a due uomini entrati con taglierino il considerevole bottino di 330 mila euro.
Nel blitz concluso a Novara sarebbe stata recuperata l’intera somma in contanti, ancora nella disponibilità di S.B., 43enne già noto alle forze dell’ordine e soprattutto per episodi analoghi. Quando la settimana scorsa ha agito nel Livornese, stava scontando in misura alternativa al carcere una vecchia condanna per rapina. Il gip di Novara ha già convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere, dichiarandosi poi incompetente per il resto e trasmettendo tutto al tribunale di Livorno. E’ ancora aperta la caccia al complice del colpo e a un eventuale fiancheggiatore novarese che potrebbe aver fornito supporto all’uomo in fuga.
Il 43enne aveva percorso quasi 370 chilometri ma i suoi spostamenti erano stati monitorati dai carabinieri di Cecina. Da qui l’operazione scattata a Cameri.
In base a quanto ricostruito finora, l’uomo avrebbe assaltato la filiale di San Vincenzo entrando come un qualsiasi cliente, in compagnia di un complice. Una volta all’interno i due hanno tirato fuori i taglierini minacciando i presenti, ovvero i dipendenti e tre clienti della banca. Poi li hanno legati ai polsi con fascette da elettricista. Infine sono scappati coi contanti, 330 mila euro. Il 43enne ha agito a volto scoperto: la sua identificazione è stata possibile grazie alle telecamere di sicurezza presenti all’interno dell’istituto bancario.







