Una nuova mobilitazione dei lavoratori Amazon, destinata a protrarsi per sei mesi e a interessare anche il polo logistico di Agognate. A proclamarla è ALA – Associazione Libera Associates, che ha indetto uno sciopero nazionale del comparto Amazon in Italia da domani, domenica 11 ottobre, a sabato 10 aprile 2027.
Lo sciopero, rivolto ai lavoratori full-time e part-time, potrà essere articolato attraverso astensioni di una o due ore all’inizio o alla fine del turno oppure per l’intero turno, secondo le modalità previste dal verbale di conciliazione sottoscritto davanti al Tribunale di Ivrea il 24 luglio scorso.
La proclamazione ha carattere nazionale e riguarda i lavoratori del comparto Amazon: dunque anche il centro di distribuzione di Agognate. L’effettiva partecipazione dipenderà naturalmente dall’adesione dei singoli lavoratori nelle diverse giornate e nei diversi turni.
Una vertenza che arriva da lontano
Non si tratta della prima iniziativa sindacale che interessa i lavoratori Amazon, né di una protesta nata nelle ultime settimane. Negli ultimi anni il personale del colosso dell’e-commerce è stato protagonista di scioperi e mobilitazioni, anche nazionali, legati in particolare all’organizzazione del lavoro, ai ritmi, alla sicurezza, ai turni e al trattamento economico.
La stessa ALA spiega che la nuova proclamazione arriva dopo «mesi di segnalazioni, assistenza ai lavoratori, contestazioni, richieste di chiarimento e situazioni che continuano a ripresentarsi nei luoghi di lavoro». Il 15 settembre l’associazione aveva nuovamente formalizzato ad Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport le criticità rilevate nei diversi siti, chiedendo l’apertura di un confronto.
Salute e sicurezza tra i principali nodi
Uno dei primi punti sollevati riguarda salute e sicurezza, con particolare riferimento al sovraccarico muscolo-scheletrico. Amazon, ricorda ALA, dichiara di utilizzare sistemi di rotazione delle mansioni anche con finalità preventive, ma l’associazione afferma di continuare a ricevere segnalazioni da parte di lavoratori con problemi fisici e di dipendenti che incontrerebbero difficoltà nell’ottenere in tempi rapidi mansioni compatibili con le limitazioni certificate.
Criticità vengono segnalate anche nella gestione della sorveglianza sanitaria e delle visite con il medico competente. Per il sindacato, inoltre, eventuali prescrizioni o limitazioni contenute nel giudizio di idoneità devono tradursi tempestivamente in un adeguamento concreto della mansione.
«Il tempo di lavoro deve essere retribuito»
Un altro capitolo riguarda i tempi di entrata e uscita dagli stabilimenti. Secondo quanto comunicato da ALA, il punto nel quale viene registrata la presenza non coinciderebbe sempre con l’effettivo ingresso e uscita dal sito, lasciando fuori dall’orario retribuito una parte del tempo necessario per raggiungere o lasciare la propria postazione.
Lo stesso problema, secondo l’associazione, si porrebbe per il tempo impiegato per indossare e togliere gli equipaggiamenti richiesti per determinate attività. ALA chiede inoltre che la pausa contrattuale di 30 minuti possa essere fruita integralmente, indipendentemente dal reparto e dalla distanza necessaria per raggiungere le aree dedicate.
Malattia, turni e conciliazione con la vita privata
Tra le ragioni della mobilitazione c’è anche la gestione delle assenze per malattia. ALA chiede chiarezza sui criteri applicati per la determinazione della retribuzione durante i periodi di assenza e riferisce di aver raccolto testimonianze di lavoratori ai quali, al rientro, sarebbero state chieste spiegazioni sulle ragioni della malattia.
L’associazione domanda inoltre all’azienda di chiarire se il numero o la frequenza delle assenze possano avere un peso nelle decisioni relative a cambi turno, trasferimenti, ferie, permessi o altre opportunità aziendali.
Nel documento viene affrontato anche il tema della conciliazione tra vita e lavoro, chiedendo criteri trasparenti nella gestione di ferie, permessi e cambi turno, soprattutto per chi ha figli, familiari da assistere o altre esigenze personali.
Dalle buste paga alle contestazioni disciplinari
ALA segnala inoltre problemi relativi al riconoscimento professionale ed economico dei dipendenti ai quali vengono affidate attività con maggiori responsabilità e riferisce di ricevere segnalazioni su presunte anomalie nelle buste paga, chiedendo procedure più rapide per verificare e correggere eventuali errori.
Un ulteriore punto riguarda il ricorso alle contestazioni disciplinari. Secondo l’associazione sarebbero aumentati i casi relativi anche a «micro-ritardi, comportamenti di minima entità» o modalità operative, con il rischio – sostiene ALA – di creare un clima di pressione.
Nel documento trova spazio infine il tema dell’inclusione delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle difficoltà nella comunicazione e nell’accesso alle informazioni che sarebbero state segnalate da alcuni lavoratori sordi.
«Lo sciopero non è un obiettivo. Lo sciopero è uno strumento» afferma ALA, che dichiara di restare disponibile ad aprire un confronto con Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport. Una vertenza nazionale che, dall’11 ottobre, potrà dunque avere ripercussioni anche sul grande polo logistico novarese di Agognate.








