Alla primaria Bollini la scuola parla anche con le mani: al via il progetto “Impararsegnando”

Promuovere una scuola in cui la diversità diventi una risorsa e non un ostacolo. È questo l’obiettivo di “Impararsegnando”, il progetto presentato dall’istituto comprensivo Duca d’Aosta di Novara e realizzato alla scuola primaria scuola primaria Bollini, con il contributo della Regione Piemonte e il supporto della rete territoriale.

L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: garantire la piena inclusione degli alunni sordi attraverso l’apprendimento della Lingua dei segni italiana (LIS) e l’introduzione di metodologie didattiche inclusive capaci di coinvolgere l’intero gruppo classe. Il percorso, già avviato con risultati positivi nell’anno scolastico 2024-2025, si basa su un modello di bilinguismo, in cui la LIS e la lingua italiana convivono all’interno dell’attività didattica per superare le barriere comunicative.

Il progetto si avvale di un team multidisciplinare composto da specialisti e professionisti del settore. Tra loro lo psicologo sordo ed esperto LIS Mauro Mottinelli, l’interprete Stefania Natalicchio, l’assistente alla comunicazione Daniela Pasut e l’educatrice sorda Wiviany Aguiar Da Trindade.

A sostenere l’iniziativa anche il Centro servizi per il territorio Novara Vco. «Come Cst sosteniamo con convinzione progetti come “Impararsegnando”, che incarnano il valore della sussidiarietà e della rete tra istituzioni e Terzo Settore» afferma il vicepresidente Daniele Giaime. «Vedere come la collaborazione tra la scuola, agenzie come “Liberazione e Speranza” e il volontariato possa cambiare concretamente la vita di un bambino e della sua famiglia dimostra che l’inclusione non è un concetto astratto ma una pratica quotidiana. Diffondere la LIS significa allargare la sfera dei diritti e costruire una comunità più coesa e consapevole».

Per il dirigente scolastico dell’istituto, Luigi Nunziata, il progetto rappresenta una scelta precisa di campo: «La nostra scuola ha deciso di tracciare una rotta chiara, ispirata ai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Grazie all’inserimento di docenti esperti e alla pratica delle classi aperte stiamo trasformando l’ambiente di apprendimento in un laboratorio di inclusione reale. Non ci limitiamo a sostenere l’alunno sordo: offriamo a tutti gli studenti la possibilità di apprendere una seconda lingua, sviluppando empatia e nuove competenze comunicative».

Il programma dei prossimi mesi prevede momenti di osservazione e supervisione clinica, laboratori espressivi curati da Elena Caniato e attività di Circle Time guidate dalla psicologa d’istituto Eleonora De Leonardis.

Il percorso si concluderà a giugno con una fase di formazione intensiva rivolta a tutto il personale scolastico, con l’obiettivo di trasformare l’inclusione da esperienza sperimentale a protocollo operativo stabile e condiviso all’interno dell’istituto.

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