
“Ti apro la faccia”, e la scaraventa contro il muro: l’ex condannato a 4 anni e mezzo
«Mi minacciava e alzava le mani: ho fatto le valige in fretta e furia e me ne sono andata». Questo quanto ha raccontato in tribunale

«Mi minacciava e alzava le mani: ho fatto le valige in fretta e furia e me ne sono andata». Questo quanto ha raccontato in tribunale

Omicidio aggravato, in concorso: è questa l’accusa per cui ieri M.A., 36 anni, ora in carcere, è stato condannato a 20 anni di reclusione al

Lo accusava di far parte di una genia di satanisti e continuava a dirgli che doveva farsi curare. E, ancora più grave, lo definiva spesso

Fino a poco tempo fa è stato luogo di degrado e di ricovero di molti senzatetto, spesso dediti all’attività di spaccio per sbarcare il lunario.

Tutti lo conoscevano con un soprannome, «lo zio». Veniva contattato al telefono dai consumatori della zona che, dopo aver ordinato qualche dose, andavano nel luogo

Rinvio rinvio a giudizio con processo fissato il prossimo 13 novembre davanti alla Corte d’Assise. L’ha disposto oggi il gup di Novara per la coppia

«Mi prendeva in giro anche per il mio aspetto fisico». Ma fra le mura di casa non c’erano solo denigrazioni e insulti. Lui l’aveva minacciata

Stava andando verso Torino dove doveva partecipare a una maratona, quando anche a causa della fitta nebbia e della visibilità ridotta, la sua Fiat 500

Arresti domiciliari a Galliate in attesa del processo. E’ la misura cautelare disposta dal gip di Busto Arsizio per l’operaio 35enne galliatese arrestato dai carabinieri

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio della coppia di genitori borgomanerese arrestata in aprile in Svizzera per maltrattamenti ai danni del

«Mi minacciava e alzava le mani: ho fatto le valige in fretta e furia e me ne sono andata». Questo quanto ha raccontato in tribunale a Novara una trentenne della zona di Romagnano Sesia che ha denunciato l’ex compagno per una serie di vessazioni casalinghe e un rapporto sessuale avvenuto

Omicidio aggravato, in concorso: è questa l’accusa per cui ieri M.A., 36 anni, ora in carcere, è stato condannato a 20 anni di reclusione al termine del processo con rito abbreviato per la sparatoria avvenuta la notte fra il 27 e 28 agosto dell’anno scorso alla rotonda di via Pietro

Lo accusava di far parte di una genia di satanisti e continuava a dirgli che doveva farsi curare. E, ancora più grave, lo definiva spesso «malato pervertito», sostenendo addirittura che abusasse del figlio minore. Anni di vessazioni e accuse ingiuste, sopportate, rivelatesi completamente false. Lui aveva anche tollerato l’avvicinarsi della

Fino a poco tempo fa è stato luogo di degrado e di ricovero di molti senzatetto, spesso dediti all’attività di spaccio per sbarcare il lunario. Come è emerso in varie operazioni e blitz delle forze dell’ordine, anzi, l’area ex Olcese alle spalle della stazione di Novara era diventata una vera

Tutti lo conoscevano con un soprannome, «lo zio». Veniva contattato al telefono dai consumatori della zona che, dopo aver ordinato qualche dose, andavano nel luogo concordato. Lo spacciatore usciva dalla fitta vegetazione per la consegna, un po’ come avviene in tante piazze di spaccio nei boschi novaresi, da quelli dell’Ovest

Rinvio rinvio a giudizio con processo fissato il prossimo 13 novembre davanti alla Corte d’Assise. L’ha disposto oggi il gup di Novara per la coppia di genitori borgomanerese arrestata in aprile in Svizzera per maltrattamenti ai danni del figlioletto di sette mesi, che era morto in ospedale nel novembre di

«Mi prendeva in giro anche per il mio aspetto fisico». Ma fra le mura di casa non c’erano solo denigrazioni e insulti. Lui l’aveva minacciata perfino con un coltello. Un rapporto fin da subito connotato da problemi il loro, con un atteggiamento di prevaricazione dell’uomo che denigrava la compagna, la

Stava andando verso Torino dove doveva partecipare a una maratona, quando anche a causa della fitta nebbia e della visibilità ridotta, la sua Fiat 500 si era scontrata frontalmente con una vettura proveniente dalla direzione opposta. Così, all’alba del 1° dicembre 2024, Enzo Pronesti, 71 anni, residente a Venegono Inferiore

Arresti domiciliari a Galliate in attesa del processo. E’ la misura cautelare disposta dal gip di Busto Arsizio per l’operaio 35enne galliatese arrestato dai carabinieri nella notte di domenica scorsa a Turbigo (Milano) per omicidio stradale e omissione di soccorso: con la sua auto ha toccato il ciclista Francesco Calderaro,

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio della coppia di genitori borgomanerese arrestata in aprile in Svizzera per maltrattamenti ai danni del figlioletto di sette mesi, che era morto in ospedale nel novembre di due anni fa. Estradati a giugno, ora sono in carcere e finora la