
Grignasco, giudizio immediato per il 24enne che accoltellò il padre nel sonno
Giudizio immediato per G.A., il ventiquattrenne di Grignasco che arrestato lo scorso 13 ottobre dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio ai danni del padre

Giudizio immediato per G.A., il ventiquattrenne di Grignasco che arrestato lo scorso 13 ottobre dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio ai danni del padre

Dieci anni di reclusione: è la condanna inflitta ieri pomeriggio (giovedì) in tribunale a G.P., il cinquantenne senza fissa dimora ritenuto responsabile del brutale pestaggio

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di G.P., senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto

Assolti per non aver commesso il fatto: non c’è prova per dire che siano stati loro a organizzare e commettere l’omicidio del pusher nei boschi

A distanza di cinquant’anni dal drammatico sequestro, terminato con la morte della vittima, oggi (mercoledì) dopo una camera di consiglio di tre ore la Corte

Due condanne a 4 anni e 9 mesi di reclusione per lo spaccio nei boschi di Fontaneto d’Agogna, in una zona, quella di Sant’Antonio, da

Rigettata la tesi della legittima difesa, resta aperta l’ipotesi di ricorso in Cassazione

Secondo gli investigatori, l’uomo faceva parte del «livello superiore», quello dislocato in Calabria: «E’ trattato da tutti gli altri indagati con grandissima deferenza». Era considerato

Così ritiene la Corte d’Assise di Novara che questa mattina (lunedì 19), dopo due ore di camera di consiglio

Era a processo nell’ambito dell’operazione «Mensa dei poveri», una maxi inchiesta della Dda su un presunto sistema di malaffare fra Lombardia e Piemonte

Giudizio immediato per G.A., il ventiquattrenne di Grignasco che arrestato lo scorso 13 ottobre dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio ai danni del padre settantaduenne. E’ stato chiesto e ottenuto dalla procura di Novara, per la quale “la prova è evidente”, e quindi non serve nemmeno il passaggio dall’udienza

Dieci anni di reclusione: è la condanna inflitta ieri pomeriggio (giovedì) in tribunale a G.P., il cinquantenne senza fissa dimora ritenuto responsabile del brutale pestaggio avvenuto lo scorso 24 marzo all’interno di una palazzina dell’ex caserma Passalacqua di viale Ferrucci, ai danni di un clochard. E’ stato giudicato con rito

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di G.P., senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto il 24 marzo dello scorso anno all’interno di una palazzina dell’ex caserma Passalacqua di viale Ferrucci, ai danni di un clochard. Gli viene contestato il

Assolti per non aver commesso il fatto: non c’è prova per dire che siano stati loro a organizzare e commettere l’omicidio del pusher nei boschi dello spaccio a Oleggio. Ieri sera, 6 febbraio, la Corte d’Assise di Novara, al termine di una camera di consiglio di alcune ore, ha escluso

A distanza di cinquant’anni dal drammatico sequestro, terminato con la morte della vittima, oggi (mercoledì) dopo una camera di consiglio di tre ore la Corte d’Assise di Como ha condannato all’ergastolo per omicidio volontario aggravato Demetrio Latella, 71 anni, detto Luciano, residente in provincia di Novara, e Giuseppe Calabrò, detto u’

Due condanne a 4 anni e 9 mesi di reclusione per lo spaccio nei boschi di Fontaneto d’Agogna, in una zona, quella di Sant’Antonio, da anni messa in ginocchio dal via vai di consumatori che ai addentrano nella vegetazione alla ricerca dei pusher da cui acquistare la dose. Una zona

Rigettata la tesi della legittima difesa, resta aperta l’ipotesi di ricorso in Cassazione

Secondo gli investigatori, l’uomo faceva parte del «livello superiore», quello dislocato in Calabria: «E’ trattato da tutti gli altri indagati con grandissima deferenza». Era considerato vicino a quel gruppo di calabresi che, avendo fiutato i lucrosi guadagni nascosti dentro le ecoballe, avevano scelto di puntare in maniera decisa su questo

Così ritiene la Corte d’Assise di Novara che questa mattina (lunedì 19), dopo due ore di camera di consiglio

Era a processo nell’ambito dell’operazione «Mensa dei poveri», una maxi inchiesta della Dda su un presunto sistema di malaffare fra Lombardia e Piemonte