Tangenziale, tutti in corsia di sorpasso. Tranne il vescovo che cerca l’uscita

Ai nastri di partenza – quelli da tagliare – non mancava praticamente nessuno. Chi con una gran voglia di arrivare primo, chi con una voglia altrettanto grande di andarsene in fretta. L’inaugurazione del nuovo tratto della tangenziale di Novara, questa mattina, ha offerto uno spaccato piuttosto eloquente della fauna istituzionale e politica del territorio. Con una curiosa inversione di ruoli: chi dovrebbe guardare al cielo pensa alla quiescenza, chi dovrebbe occuparsi delle strade ha già imboccato quella che porta alle urne del 2027.

Il primo è il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, che ormai non fa mistero del desiderio di lasciare la cattedra di San Gaudenzio per godersi la meritata pensione: da un anno, a ogni inaugurazione, ripropone la stessa battuta: papa Francesco gli aveva concesso una proroga di due anni perché potesse inaugurare l’opera di turno. Questa mattina, davanti alla nuova tangenziale, ha aggiunto un auspicio che non lasciava molto spazio alle interpretazioni: «Speriamo che sia l’ultima».

Sul fronte politico, invece, nessuna fretta di raggiungere l’uscita. Semmai, una certa agitazione per conquistare la corsia di sorpasso. Alla corte del ministro Matteo Salvini si è presentato praticamente tutto lo stato maggiore della Lega, mentre Fratelli d’Italia non ha certo lasciato agli alleati il monopolio della passerella. Tutti insieme appassionatamente, almeno davanti ai fotografi. Perché il 2027 è dietro la curva e, a giudicare dall’affollamento di oggi, la campagna elettorale è già partita. Con largo anticipo rispetto alla tangenziale.

A fare gli onori di casa il sindaco Alessandro Canelli, circondato dai colleghi di partito: dal capogruppo alla Camera Riccardo Molinari al deputato Alberto Gusmeroli, passando per gli assessori regionali Matteo Marnati, Marco Gabusi ed Enrico Bussalino. Una presenza massiccia, quasi una prova generale di schieramento, con il ministro a fare da catalizzatore e una buona rappresentanza di consiglieri provinciali e comunali a completare il quadro.

Ma Fratelli d’Italia ha voluto lasciare il campo libero. Anzi. Una rappresentanza tutt’altro che trascurabile, con il senatore Gaetano Nastri in prima fila e una comparsa decisamente meno scontata: quella dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

Delmastro, dall’aspetto dimesso e senza particolare voglia di mettersi in mostra, è comunque riuscito a ritagliarsi uno spazio nella fila del taglio del nastro. E, terminata la cerimonia, anche a concedersi una sosta al buffet: niente ristoranti di lusso, s’intende, soltanto un gazebo sotto il cielo novarese, con un servizio di catering che non avrebbe certo attirato l’attenzione della Direzione distrettuale antimafia…

Al di là delle battute, la presenza dell’ex sottosegretario, dimessosi proprio in seguito alle polemiche generate dalla vicenda giudiziaria che lo vede protagonista, non è passata inosservata. E ha aggiunto un ulteriore elemento politico a una mattinata che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto essere dedicata esclusivamente alle infrastrutture.

Perché, a guardare bene, Lega e Fratelli d’Italia sembravano impegnati in una sorta di reciproca osservazione. Tutti alleati, naturalmente, tutti sorridenti e soddisfatti per il risultato raggiunto. Ma anche tutti ben consapevoli che il 2027 si avvicina e che la partita delle candidature, degli equilibri e dei rapporti di forza nel centrodestra non potrà essere rimandata all’infinito.

Le elezioni politiche e quelle amministrative a Novara sono ormai all’orizzonte. E se oggi il ministro Salvini era il protagonista indiscusso della cerimonia, la quantità di esponenti dei due principali partiti della coalizione raccontava anche un’altra storia: quella di una campagna elettorale che non è ancora ufficialmente cominciata, ma che già si intravede dietro ogni stretta di mano, fotografia e posizione conquistata davanti agli obiettivi.

La tangenziale, del resto, non è ancora finita. Manca l’ultimo tratto verso Lumellogno. Per completarla serviranno altri anni, mentre per arrivare alle urne ne basterà meno di uno. E a giudicare dall’affollamento di questa mattina, sulla corsia elettorale il traffico è già piuttosto intenso.

Foto di Alessandro Visconti

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore