Nasce il “Fondo Giuseppe Colombo”: la filantropia novarese fa rete per sostenere il territorio

Quando la volontà di fare del bene si scontra con le complessità burocratiche o con i fisiologici limiti gestionali, unire le forze diventa la soluzione più efficace per garantire un futuro alla solidarietà. È questo lo spirito che ha guidato la fusione per incorporazione della Fondazione Colombo Giuseppe all’interno della Fondazione Comunità Novarese. Un’operazione strategica e lungimirante, formalizzata con atto pubblico, che ha portato alla naturale estinzione del primo soggetto giuridico per far confluire le sue finalità benefiche nel neonato fondo solidale “Giuseppe Colombo”.

La Fondazione originaria era stata istituita nel 2007 per volontà del novarese Giuseppe Colombo con lo scopo di sostenere progetti in ambito sociale, culturale e umanitario. Dopo la sua scomparsa nel 2010, gli eredi Barbara Colombo e Luca Sarasso hanno raccolto il testimone, supportando negli anni associazioni come AIED, ASHD e altre realtà benefiche locali. Tuttavia, constatando come i beneficiari degli stanziamenti coincidessero spesso con gli enti già supportati attivamente dalla Fondazione Comunità Novarese (FCN), il consiglio di amministrazione ha optato per una sinergia strutturale, decidendo di far confluire il patrimonio residuo di 416.995 euro direttamente in FCN.

«Con il trascorrere degli anni è emersa la necessità di guardare al futuro con un approccio più efficiente», hanno spiegato gli eredi. «Da qui è maturata la scelta della fusione. Attraverso una realtà consolidata e più strutturata sarà possibile valorizzare il patrimonio esistente, attrarre nuove risorse e massimizzare la capacità di generare beneficio per la comunità. Il futuro è rappresentato dalla convinzione che fare sistema e condividere competenze possa consentire di destinare maggiori risorse alle finalità per le quali tutto è nato».

Il nuovo Fondo, il cui iter tecnico è stato agevolato dal supporto del dottor Aldo Arbore e supervisionato dal notaio Emanuele Caroselli, opererà attraverso una quota patrimoniale per generare rendite e una quota erogativa per i finanziamenti diretti. Gli ambiti di intervento resteranno quelli storici: dai servizi sociosanitari all’educazione, passando per l’ambiente e la ricerca.

Per i vertici della Fondazione Comunità Novarese, l’operazione rappresenta un modello virtuoso, replicabile sul territorio. «Questa scelta potrebbe essere d’ispirazione anche per altre Fondazioni oggi meno operative, affinché valutino percorsi di integrazione in grado di preservarne l’identità rafforzandone l’efficacia», ha sottolineato il presidente Davide Maggi. Un invito raccolto anche dal vicepresidente Roberto Santagostino: «Credo che questo modello possa rappresentare una strada interessante per altre realtà filantropiche oggi poco attive, talvolta a causa delle complessità amministrative e di gestione, che potrebbero trovare in noi un partner capace di dare nuova forza alle loro finalità originarie».

Come da prassi per gli strumenti gestiti da FCN, il fondo “Giuseppe Colombo” è aperto e potrà ricevere erogazioni liberali, donazioni (con causale dedicata e benefici fiscali) e lasciti da parte di privati, aziende ed enti che desiderano sostenere la comunità.

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