Renoir, Van Gogh e Frida Kahlo: al castello di Novara l’arte racconta il dolore

Che cosa accade alla creatività quando un artista convive con la sofferenza? È la domanda da cui partirà “Arte contro il dolore”, l’incontro in programma sabato 3 ottobre alle 16 al castello di Novara, nell’ambito della diciottesima Giornata internazionale “Cento città contro il dolore”. L’ingresso è gratuito.

A guidare il pubblico tra le opere e le biografie di Auguste Renoir, Vincent Van Gogh e Frida Kahlo sarà Caterina Brazzi Castracane, docente di storia e storia dell’arte contemporanea. L’incontro esplorerà il rapporto tra dolore fisico o psichico ed espressione artistica nelle vite dei tre protagonisti.

L’appuntamento è organizzato dagli Amici di ISAL No Dolore odv, associazione nata a Novara nel 2024 che sostiene le persone con dolore cronico e i loro familiari e affianca le attività della Struttura di Algologia dell’ospedale Maggiore. A introdurre la conferenza saranno la presidente dell’associazione, Eliana Baici, e Andrea Sala, direttore della struttura ospedaliera.

«Lavoriamo ogni giorno per rompere il silenzio su una patologia complessa e spesso trascurata come il dolore cronico», spiega Baici. Secondo i dati dell’indagine ISS-ISTAT-ISAL richiamati dagli organizzatori, in Italia ne soffrono oltre 11 milioni di persone.

La giornata sarà anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulle difficoltà di accesso alle cure. «Troppo spesso le indicazioni verso percorsi specialistici risultano frammentarie e casuali», osserva Sala, sottolineando la necessità di una maggiore continuità tra ospedale e territorio e di programmi di ricerca dedicati alle patologie dolorose croniche. È su questi temi che la Fondazione ISAL ha scelto per l’edizione 2026 il titolo “Cosa resta del Dolore? Riflessioni sui percorsi della ricerca e della cura”.

Sul fronte locale, l’associazione ha promosso l’acquisizione di un nuovo sistema ecografico per l’Ambulatorio di Terapia del Dolore del presidio San Giuliano. L’intervento, del valore di 17.850 euro, è stato sostenuto per 17 mila euro dalla Fondazione Comunità Novarese attraverso il Fondo Amico Canobio. Gli Amici di ISAL hanno inoltre costituito il fondo solidale “Amici di Spino” per sostenere ricerca, formazione e assistenza ai pazienti e alle famiglie.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata