«Il mio primo ricordo è settembre 1990: concerto dei Pooh a Novara. Io ero nel passeggino, quindi non mi ricordo davvero… ma me l’hanno raccontato i miei genitori. Grandi appassionati: sono stati il motore di tutto».
Per Sasso Music, novarese classe 1989, non ci sono dubbi: la musica è stata il pane quotidiano con cui è cresciuto. Musicassette e vinili, concerti e momenti condivisi in famiglia: tasselli che, mattone dopo mattone, o forse nota dopo nota, hanno costruito un percorso arrivato fino a Casa Sanremo 2026, nel format The Club, lo spazio di Casa Sanremo dedicato alla musica elettronica e ai DJ, ma anche a chi lavora dietro le quinte della club culture.
L’idea non è soltanto offrire una vetrina durante la settimana del Festival della canzone italiana, ma creare un piccolo hub professionale e creativo: performance live, incontri con addetti ai lavori, party, momenti di
networking, scambio.
«La musica è un punto di contatto perfetto tra generazioni ed esperienze diverse – racconta -. In questa settimana ho potuto scambiarmi idee e consigli con DJ di grande esperienza, ma anche con ragazzi più giovani che frequentano ambienti lontani dal mio: ti portano sguardi nuovi. È stata un’esperienza a 360 gradi, dentro un format curato da persone competenti, che ci hanno fatto davvero sentire a casa».
Da oltre quindici anni Sasso Music porta sonorità disco anni Settanta e Ottanta in eventi pubblici e privati, anche come DJ resident in locali del territorio e in format nazionali. «Da adolescente, con i miei cugini più grandi, mi sono avvicinato alla dance. Prima le festicciole con gli amici, poi gli eventi scolastici, finché è arrivato il primo vero ingaggio da professionista. Ho studiato, mi sono comprato l’attrezzatura… e da lì non ho più smesso».
Opportunità come quella di Casa Sanremo si inseriscono naturalmente in un cammino costruito su una passione profonda: non solo per il genere e per il DJing, ma per la musica come forma d’arte, capace di creare un’alchimia tra corpo e anima e farli vibrare allo stesso ritmo.
Nella settimana più “musicale” dell’anno, lo spazio dentro il Palafiori, che da anni ospita format dedicati a talenti emergenti, sponsor, dibattiti e incontri, rilancia The Club come piattaforma di live, party e, soprattutto, scambio umano e professionale. «Sono stato piacevolmente colpito: è un palcoscenico importante, che inaugura di fatto il clima del Festival. Ma più ancora mi hanno colpito l’accoglienza e l’atmosfera: sincere, coinvolgenti. Musica tutto il giorno, organizzatori presenti, attenti, capaci di farci sentire in famiglia. E questo ci ha permesso di creare un gruppo: prima appassionati, poi colleghi. Sono sicuro che ci porteremo questo legame anche fuori da qui».
Persone e art pour l’art: è questo, alla fine, il cuore dell’esperienza. Al di là dei protagonismi che i riflettori di Sanremo inevitabilmente solleticano, resta un messaggio semplice e molto concreto: bisogna saper ascoltare, aprire la mente, mettersi a confronto con il diverso, o anche soltanto con chi ha più esperienza di noi, perché ogni occasione diventi nutrimento per crescere, e per amare meglio la musica.
Un amore che non dovrebbe mai spegnersi: il fuoco acceso che alimenta la passione, che tu sia all’inizio, con la paura di non farcela e il dubbio di continuare, o che tu abbia già qualche capello bianco e un sogno nel cassetto rimasto troppo a lungo chiuso.
E chissà che, proprio quando meno te lo aspetti, non arrivi l’occasione giusta per vivere una settimana straordinaria: una di quelle che, come Sasso Music, ti porti dietro per sempre.







