Via Bonola, oltre al danno la beffa: il Comune creditore costretto a pagare anche le spese legali

Non solo un credito che sfiora i 45 mila euro per affitti non versati. Ora il Comune di Novara deve anche anticipare le spese legali della causa avviata proprio dall’inquilina morosa. È il paradosso emerso in commissione consiliare, dove è stata comunicata una variazione di bilancio da 2.500 euro – che poi dovrà essere approvato in consiglio – per coprire un debito fuori bilancio legato alla vicenda delle Case bianche di via Bonola.

Al centro c’è un’alloggio di edilizia residenziale pubblica occupato da un’assegnataria che, secondo quanto riferito dall’assessora ai Servizi sociali Teresa Armienti, ha accumulato una morosità superiore ai 37 mila euro – cifra che nel frattempo ha superato i 45 mila. Proprio per questa situazione il Comune aveva avviato il procedimento di decadenza per perdita dei requisiti previsti dalla legge, con conseguente sfratto.

L’ordinanza di decadenza era divenuta definitiva perché non impugnata nei termini. Nonostante ciò, l’inquilina ha successivamente presentato opposizione all’esecuzione dello sfratto, sostenendo la nullità dell’ordinanza e chiedendo, in via cautelare, la sospensione del provvedimento. In particolare, ha affermato di non trovarsi più nell’alloggio al momento della notifica.

La fase cautelare si è conclusa con un’ordinanza che ha disposto la sospensione dell’esecuzione dello sfratto. Il Comune ha presentato reclamo, ritenendo che vi fossero profili di vizio nella decisione, e l’udienza si è tenuta l’11 dicembre: si è ora in attesa dell’esito.

Nel frattempo, però, l’ente è stato condannato a rifondere le spese legali relative alla fase cautelare. Una situazione che ha imposto il riconoscimento del debito fuori bilancio e lo stanziamento dei 2.500 euro approvati dal Consiglio.

Va chiarito che, qualora il reclamo venga accolto o l’inquilina risulti soccombente nel giudizio di merito, le somme anticipate dal Comune potranno essere recuperate e graveranno sulla stessa. Ma allo stato attuale l’ente, pur essendo creditore di decine di migliaia di euro, è costretto a sostenere anche le spese processuali.

La vicenda si inserisce in un contesto già problematico per via Bonola. Dopo la demolizione delle vecchie Case bianche, il cantiere per la ricostruzione non è ancora partito. I lavori sono fermi da oltre un anno a causa del ritrovamento di un blocco di amianto grezzo, che ha reso necessaria la bonifica dell’area. Solo dopo questo intervento si potrà attendere l’ultima riunione della conferenza dei servizi, prevista per l’inizio di marzo, che dovrebbe dare il via libera definitivo alla ripartenza.

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Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore