Nell’intricata campagna elettorale che porterà in primavera alle amministrative di Trecate, spunta una nuova sigla destinata a muovere gli equilibri del centrodestra locale. Si tratta di Patto per il Nord, movimento politico nato ufficialmente a gennaio di quest’anno, ma già comparso in paese lo scorso autunno con un gazebo in piazza contro il progetto del ponte sullo Stretto.
Patto per il Nord si colloca, infatti, nell’area del centrodestra ed è promosso soprattutto da ex militanti della Lega contrari alla linea nazionale di Matteo Salvini.
A confermare l’ingresso nella partita trecatese è il segretario provinciale Maurizio Gavioli, che annuncia l’intenzione di presentare una lista autonoma dopo una prima fase di valutazione politica e organizzativa.
«Il movimento ha avviato un confronto interno e un dialogo con il territorio, con l’obiettivo di verificare la presenza delle condizioni necessarie per offrire ai cittadini di Trecate una proposta politica coerente, credibile e realmente radicata, pur in un contesto temporale particolarmente ravvicinato rispetto alle scadenze elettorali».
Una presenza che, almeno per ora, non nasce da un coinvolgimento diretto di figure locali già strutturate, ma da una strategia più ampia del movimento sul territorio provinciale. «Siamo nati da poco e cerchiamo fare una lista in tutti i Comuni della provincia in cui si andrà al voto», spiega Gavioli.
Sul posizionamento politico, la linea resta volutamente indipendente, ma con un chiaro riferimento culturale.
«Cerchiamo di tenerci distanti da tutti, ma è chiaro che la nostra sensibilità guarda verso il centrodestra. L’intenzione è di fare una lista con un candidato, altre opportunità le potremo valutare solo se si presenteranno diverse condizioni». aggiunge il segretario. Tradotto: corsa autonoma al primo turno, con eventuali valutazioni diverse solo in caso di ballottaggio.
L’ingresso di Patto per il Nord aggiunge così un ulteriore tassello a una campagna elettorale finora segnata da divisioni, nuovi soggetti e ricomposizioni nel campo del centrodestra. Una presenza che, pur partendo da numeri ancora tutti da verificare, potrebbe incidere soprattutto sul voto leghista, in un Comune dove il peso delle dinamiche interne al centrodestra continua a essere determinante per l’esito delle urne.
Nelle prossime settimane si capirà se la lista riuscirà a trovare un candidato riconoscibile e una squadra competitiva o se resterà soprattutto un segnale politico: quello di un pezzo di mondo nordista che prova a riorganizzarsi fuori dalla Lega di Salvini, anche nelle partite locali.







