Il consiglio dei Ministri ha nominato Marco Corsini commissario straordinario per la realizzazione della Città della Salute e della Scienza di Novara. Una decisione arrivata su richiesta della Regione Piemonte con l’obiettivo dichiarato di «accelerare» l’iter dell’opera. Ma proprio questa scelta, salutata dalla maggioranza come un passo decisivo, apre una serie di interrogativi su un progetto ha subito negli anni numerosi intoppi.
La scelta del commissario
«Ringraziamo il Governo per aver accolto la nostra richiesta – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi –. Il commissario ha poteri straordinari che consentono di superare eventuali lungaggini burocratiche e accelerare le procedure».
Corsini, avvocato generale aggiunto dello Stato e già commissario per il Parco della Salute di Torino, parla di «impegno importante» e assicura che si lavorerà con l’azienda ospedaliera di Novara per portare a termine l’opera.
Il direttore generale dell’ospedale Stefano Scarpetta conferma la linea: «L’obiettivo è accelerare i tempi per realizzare un’opera che il territorio aspetta da molto tempo. Il commissario ha poteri molto ampi potendo agire in deroga a diverse leggi ordinarie e quindi a velocizzare tutto il percorso».
In linea con le dichiarazioni regionali, i consiglieri di Fratelli d’Italia Daniela Cameroni e Gianluca Godio parlano di «un passaggio atteso da anni» che consentirà «un’accelerazione concreta a un’opera fondamentale per tutto il territorio». Secondo i due esponenti di FdI, il nuovo ospedale sarà «un punto di riferimento per la sanità piemontese e una risposta ai bisogni dei cittadini, con ricadute anche sul piano occupazionale».
Il dubbio dell’opposizione
A sollevare per primo la questione è il consigliere regionale del Pd Domenico Rossi: «Stupisce questa nomina, mai discussa né annunciata. Il nuovo ospedale è sempre stato presentato come un’opera che procedeva senza problemi. Le ragioni per nominare un commissario sono precise: non vorremmo ci fossero nuovi ostacoli sull’approvazione del progetto e sull’inizio dei lavori». Rossi ha chiesto un’informativa urgente in commissione Sanità e ha annunciato un’interrogazione.
I ritardi già emersi
L’iter riguardante la realizzazione del nuovo ospedale di Novara ha subito diversi rallentamenti a cominciare dai bandi d’appalto andati deserti, in qualche modo messi da parte quando a dicembre 2024 era stata annunciata l’aggiudicata della gara al raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) composto dal Consorzio stabile Sis (della famiglia Dogliani di Cuneo) e da Abp Nocivelli, società di Castegnato in provincia di Brescia – la stessa che realizzerà anche la Città della Salute di Torino, per un investimento complessivo di 530 milioni di euro.
Anche le ultime tappe, però, hanno dato segnali di rallentamento: a dicembre 2025, nonostante l’aggiudicazione dell’appalto, mancava ancora la firma del contratto con tra l’ospedale Maggiore e l’impresa e la conferenza dei servizi non era ancora stata convocata. Ne è poi emersa la necessità di ulteriori verifiche tecniche sul progetto, elementi che per ora non ha portato a un allarme ufficiale, ma che racconta un percorso meno lineare di quanto spesso sostenuto nelle dichiarazioni pubbliche.
Il cronoprogramma ufficiale
Secondo le ultime comunicazioni, dunque, le tappe restano: approvazione del progetto definitivo a marzo 2026, tra meno di un mese, avvio dei lavori a dicembre di quest’anno e consegna dell’opera nel mese dicembre 2030.
Accelerazione o segnale di difficoltà?
È proprio qui che si apre la domanda politica e amministrativa: se il cronoprogramma è confermato e l’opera procede, perché ricorrere a un commissario con poteri straordinari? La maggioranza parla di «passaggio atteso da anni» e di «accelerazione concreta». L’opposizione chiede invece trasparenza sulle ragioni della scelta.
La risposta ufficiale, per il momento, è una: velocizzare. Ma la nomina di un commissario straordinario, per definizione, non è mai un atto neutro. Arriva quando si ritiene che la procedura ordinaria non sia sufficiente o quando si teme che possa non esserlo.
Per questo, più che chiudere una partita, la nomina di Corsini apre una fase nuova. E forse anche una domanda legittima: la Città della Salute è davvero in linea con i tempi annunciati? Ci si augura proprio di sì.







