Ospedale Maggiore verso l’Irccs: via libera regionale all’Immunologia ma riemerge la polemica politica

Il tema era stato al centro del dibattito in Regione a dicembre durante l'approvazione del Piano socio sanitario

Una buona notizia, attesa da tempo, che però riaccende una polemica politica aperta poco prima di Natale. La giunta regionale ha approvato la delibera che riconosce formalmente l’altissimo livello di specializzazione raggiunto dalla struttura di Immunologia dell’ospedale Maggiore di Novara, primo passo concreto nel percorso che può portare al riconoscimento come IRCCS, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, centro di eccellenza di riferimento per il quadrante e la regione.

Un risultato che si inserisce in una traiettoria strategica indicata fin dal suo insediamento dal direttore generale Stefano Scarpetta, che aveva individuato proprio nel rafforzamento dell’ospedale uno degli assi portanti del proprio mandato.

La bocciatura di dicembre e la delibera di oggi

Ed è qui che si riapre il cortocircuito politico. A dicembre, durante la discussione del Piano socio-sanitario regionale, la maggioranza aveva bocciato un emendamento presentato dal consigliere regionale del Pd Domenico Rossi, che chiedeva di indicare esplicitamente i reparti di Immunologia ed Ematologia come ambiti di riferimento per il riconoscimento IRCCS.

Quell’emendamento non passò in consiglio regionale, ma ne venne approvato uno simile in consiglio comunale a Novara proposto dal gruppo di Fratelli d’Italia. Oggi la giunta guidata da Alberto Cirio ha approvato una delibera che certifica proprio il livello di eccellenza della struttura di Immunologia novarese, aprendo ufficialmente la strada a quel percorso che, solo poche settimane fa, la maggioranza non aveva voluto cristallizzare nel Piano.

A esultare sono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Daniela Cameroni e Gianluca Godio, tra coloro che a dicembre avevano votato contro l’emendamento di Rossi. «Un riconoscimento che valorizza il lavoro svolto negli anni sul piano clinico, scientifico e organizzativo, confermando la capacità dell’ospedale di Novara di operare in stretta integrazione con l’Università e con le altre strutture del sistema sanitario regionale – affermano in un comunicato –. Questo provvedimento ha un valore concreto per il territorio, perché contribuisce a rendere l’ospedale di Novara sempre più attrattivo per i professionisti sanitari e per i ricercatori e permette di rafforzare l’offerta di cura rivolta ai cittadini».

Nastri: «Il riconoscimento non si improvvisa»

Al giubilo si unisce anche il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri: «Il Piano socio sanitario regionale ha tracciato l’indirizzo; la delibera ne rappresenta oggi la prima applicazione concreta. Il riconoscimento IRCCS non si annuncia e non si improvvisa. È un obiettivo che si costruisce nel tempo, attraverso atti coerenti, verificabili e pienamente inseriti nella programmazione sanitaria. Il riconoscimento regionale dell’Immunologia va esattamente in questa direzione. Per quanto riguarda i passaggi successivi, il percorso prevede ora la definizione dell’area tematica di riferimento, la costruzione di un progetto unitario che integri attività clinica, ricerca e università e il successivo confronto istituzionale con i livelli regionali e nazionali competenti. Un cammino che richiede rigore, serietà e valutazioni puntuali, ma che consente di costruire basi solide e credibili. Il riconoscimento della Struttura di Immunologia si inserisce inoltre in un contesto più ampio di investimenti sulla sanità del territorio, a partire dalla Città della Salute e della Scienza di Novara, rafforzando il ruolo del Novarese all’interno della rete sanitaria regionale».

Rossi: «Bene, ma ora servono scelte coerenti»

Puntuale è arrivata anche la replica di Rossi che rivendica la coerenza della propria posizione: «Accolgo con soddisfazione la notizia. È un risultato che certifica, ancora una volta, l’altissima qualità dei professionisti che operano nella nostra azienda ospedaliera universitaria. Tuttavia questo riconoscimento non deve indurci ad abbassare la guardia, ma deve essere uno stimolo. Come è emerso chiaramente anche durante la recente discussione sul nuovo Piano Socio Sanitario Regionale dobbiamo essere onesti nell’analisi: ci sono centri che vedono maggiori investimenti sulla ricerca o che sono più avanti nel percorso verso l’IRCCS. L’obiettivo deve essere quello di valorizzare davvero le eccellenze che abbiamo. Invito tutti a dare priorità al territorio e non all’appartenenza di partito».

Il riconoscimento della struttura di Immunologia rappresenta, dunque, un passaggio importante per l’ospedale novarese e per il suo rapporto strutturale con l’Università del Piemonte Orientale, ma lascia aperta una domanda politica evidente: perché ciò che a dicembre non poteva essere scritto nel Piano, oggi diventa oggetto di una delibera celebrata come risultato strategico? Una domanda che non riguarda certamente il merito – su cui c’è dubbio – ma la coerenza delle scelte politiche quando si parla di programmazione sanitaria e di eccellenze territoriali.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore