Vittoria in Champions League per la Igor Volley Novara. Le zanzare, dopo la sconfitta nelle semifinali di Coppa Italia contro l’Imoco Conegliano, hanno risposto sul campo, superando per 3-1 il Budowlani Lodz in un match chiave per il passaggio al turno play-off della massima competizione europea. Dopo un avvio con il freno a mano tirato, le ragazze di coach Bernardi hanno trovato la quadra, giocando con più serenità e mettendo in mostra un ottimo livello di pallavolo, che ha permesso loro di ottenere tre punti fondamentali per la classifica di Pool B.
Con questo successo, infatti, Novara sale a quota 10 punti nel girone, staccando con un turno di anticipo il pass per la prossima fase di Champions League. Impossibile per Benfica e Lodz, infatti, riacciuffare le azzurre a una giornata dal termine della fase a gironi. La sfida contro le portoghesi del prossimo 4 febbraio sarà allora importante per migliorare lo score, in vista degli abbinamenti per gli ottavi di finale.
I commenti post partita di Lorenzo Bernardi e Federica Squarcini
La prima a parlare dopo il successo sulle polacche è Federica Squarcini, centrale biancazzurra autrice di un’ottima prestazione. Un avvio a rilento della Igor Volley, un canovaccio già visto in altre gare: «Diciamo che è una cosa un po’ comune partire male, e ovviamente cercheremo di limare questo dettaglio, perché nelle partite importanti sarà fondamentale partire forte fin da subito. Però guardo agli aspetti positivi: la squadra c’è ed ha reagito subito, prendendosi tre punti d’oro per cercare di arrivare tra le migliori seconde. Sono contenta per come siamo rientrate in campo dopo lo 0-1».
Una Igor Volley tornata in campo dopo la sconfitta in Coppa Italia, che sicuramente ha lasciato qualche strascico: «Dopo Torino non eravamo soddisfatte, perché consce di non aver giocato la nostra miglior partita. Il valore dell’avversario è indiscutibile, ma sappiamo che da parte nostra potevamo fare di più. La gara di oggi era una prova per mettere in campo tutta la nostra grinta e cattiveria».
Ora la Igor è ufficialmente ai play-off di Champions League. Si può parlare di traguardo raggiunto, oppure di primo passo verso altri traguardi? «Penso si possano dire entrambe le cose. Questo era il primo obiettivo, ora che l’abbiamo raggiunto lo sguardo si sposta in avanti. Ci godiamo questa qualificazione, ma sappiamo che settimana prossima arriva il Benfica, contro cui sarà importantissimo cercare di fare i tre punti, sia per la classifica che per il nostro gioco».
C’è poi Lorenzo Bernardi presente in mix zone per commentare la prestazione delle sue ragazze. Parlando dell’avvio di gara, la Igor ha un po’ faticato, forse per qualche scoria dopo le semifinali di Coppa Italia, oltre che per il peso di una partita chiave per il passaggio del turno: «Sì, penso possano essere entrambe. C’era magari un po’ di amarezza per la partita di Torino, per non essere riuscita a giocarla tutta con continuità e sui livelli della nostra pallavolo. Poi i set contano, ce lo siamo detti e le ragazze lo sapevano. Peccato perché eravamo riusciti ad agganciarle anche abbastanza facilmente, nonostante la tensione. Poi un loro filotto ci ha danneggiato nel punteggio, abbiamo con cinque o sei murate che non è abitudine per noi, perché i nostri attaccanti hanno una varietà di colpi importante. Però poi la squadra si è sciolta, e ha giocato più tranquilla e rilassata, e penso che la reazione sia la cosa più importante».
«Non penso si possa parlare di cali di concentrazione», prosegue Bernardi, «Anche perché penso che a Torino abbiamo affrontato la squadra migliore del mondo e quella che, per me, è una delle principali contendenti alla Champions League. Giocare a queste intensità implica grandi dispendi di energie, perché contro di loro non puoi permetterti di regalare nulla». In questo senso, però, lo staff tecnico è già al lavoro per assottigliare le differenze: «Stiamo facendo del nostro meglio per migliorare sotto questi aspetti. Ci manca ancora qualcosa, però penso che l’unica possibilità che abbiamo è quella di continuare a lavorare come sappiamo fare».
Parlando invece delle differenze di pallone, diverso nelle coppe europee rispetto a quello utilizzato in Serie A1, Bernardi spiega: «Sicuramente è una cosa anomala, perché doversi adattare al pallone in pochissimi giorni non è comune. Solitamente la cosa che si subisce più di tutto, in questi casi, è la ricezione, ma guardando i dati non penso sia quello il problema. Poi certo, ci sono ragazze che preferiscono un pallone piuttosto che un altro… Ma non credo sia stato determinante oggi».







