C’era una volta l’inaugurazione istituzionale, quella con il programma, gli inviti, le autorità in fila e la stampa pronta a raccontare. Oggi, a quanto pare, le cose funzionano diversamente. Più snelle, più rapide. Talmente rapide da essere invisibili.
È successo a Novara, nella nuova area del Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, dove questa mattina è comparso l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Una visita discreta, rapida. Ha visto, ha visitato, probabilmente si è compiaciuto. Tutto molto bello. Peccato che nessuno lo sapesse.
Non lo sapevano i giornalisti, lasciati a bocca asciutta. Non lo sapevano le autorità del territorio. Sindaco, istituzioni locali, vertici vari: tutti non pervenuti. Non per cattiva volontà, ma perché, molto banalmente, nessuno ha alzato il telefono per avvisarli. Immaginiamo la gioia nei palazzi novaresi nello scoprire che un pezzo di ospedale della loro città veniva “battezzato” in contumacia.
Di fronte allo stupore (e alla rabbia) generale, il nuovo ufficio stampa dell’ospedale ha sfoderato una perla di rara bellezza: «Non è stata una inaugurazione, ma una visita improvvisata dell’assessore» e successivamente direttamente Riboldi sui social: «Si è trattato di un sopralluogo». Un concetto affascinante, quello della visita improvvisata di un assessore regionale. Viene naturale immaginare un passaggio casuale, uno sguardo curioso, una rapida occhiata tra una riunione e l’altra. Una sorta di “vedo, passo, saluto”.
Resta però una piccola stranezza: quando un assessore regionale entra in un nuovo Pronto soccorso, l’evento tende a diventare automaticamente istituzionale, anche senza nastro da tagliare. Ed è forse qui che nasce l’equivoco: non era un’inaugurazione, ma sembrava; non era ufficiale, ma lo è diventata suo malgrado; se era un sopralluogo, allora non andava comunicato.
Insomma, un corto circuito comunicativo, di quelli che capitano quando la gestione dell’informazione viaggia su binari lontani dal territorio. Nulla di drammatico, ma un promemoria sì: in sanità, come nelle istituzioni, anche le “visite improvvisate” hanno sempre un certo peso. E magari, la prossima volta, una telefonata in più potrebbe evitare che l’improvvisazione diventi l’unica cosa davvero evidente.







