La tecnologia di Comoli Ferrari illumina la storia: così rinasce la Casa dei Grifi a Roma

Il gruppo novarese protagonista del restauro hi-tech al parco archeologico del Colosseo

C’è un cuore tecnologico novarese nel recupero di uno dei gioielli più antichi e preziosi della Roma repubblicana. Comoli Ferrari, azienda leader nella distribuzione di soluzioni per l’impiantistica, ha firmato la rinascita della casa dei Grifi, la domus sul Palatino che il parco archeologico del Colosseo ha aperto al pubblico grazie ai fondi del PNRR e a una sponsorizzazione tecnica d’eccezione.

L’intervento del gruppo guidato da Paolo Ferrari non è stato un semplice lavoro di fornitura, ma una sfida ingegneristica complessa: rendere visitabile e fruibile un sito ipogeo, sepolto a cinque metri di profondità, proteggendo al contempo affreschi e mosaici millenari. Il progetto ha richiesto soluzioni su misura per superare ostacoli logistici notevoli, ma l’azienda ha progettato un impianto integrato che unisce illuminotecnica, domotica e trasmissione dati.

Il sistema di illuminazione utilizza proiettori LED speciali, studiati per non danneggiare le pitture e dotati di due diverse ottiche: una per la luce diffusa e una sagomata per esaltare i dettagli dei mosaici e dei famosi grifi in stucco che danno il nome alla casa. La vera rivoluzione, però, sta nell’accessibilità: dato che la discesa nella domus avviene tramite una scala molto ripida, che impedisce l’accesso a persone con disabilità motoria, Comoli Ferrari ha implementato un sistema di “visita in real time”.

Attraverso un impianto audio-video avanzato e una rete wi-fi potenziata, le guide potranno scendere negli ambienti ipogei munite di videocamera trasmettendo le immagini in diretta streaming su una parete della sala d’accoglienza in superficie per fare vivere un’esperienza immersiva e interattiva oltre ogni barriera architettonica.

«Per la nostra azienda è fonte di grande orgoglio aver contribuito al ripristino e alla valorizzazione di un’opera di tale rilevanza storica», ha commentato l’amministratore delegato Paolo Ferrari. «L’intervento rappresenta un esempio del nostro approccio: un impegno costante al fianco del cliente nella realizzazione di progetti complessi. È stato necessario ideare una combinazione di sistemi innovativi in grado di trasmettere suggestioni e atmosfere, con una visione inclusiva che andasse oltre la visita fisica».

A partire dal 3 marzo, ogni martedì, i visitatori di tutto il mondo potranno ammirare questo tesoro nascosto. E dietro la luce che svela i colori di Roma antica, ci sarà l’innovazione made in Novara.

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