Dopo mesi di frizioni legate ai ritardi con cui nel 2025 la Regione aveva erogato il proprio contributo al Teatro Coccia – un tema su cui il presidente della Fondazione, Fabio Ravanelli, non aveva nascosto irritazione nei confronti dell’assessora regionale alla Cultura, la novarese Marina Chiarelli – arriva ora un segnale di distensione istituzionale: la conferma, nero su bianco, di un accordo triennale che punta a dare più certezza alle risorse e alla programmazione.
È questo il senso dell’incontro che si è tenuto al Grattacielo Piemonte, a Torino, tra il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessora Chiarelli, insieme ai vertici del Coccia (Ravanelli e la consigliera Mariella Enoc) e al sindaco di Novara Alessandro Canelli. Al centro del tavolo, la volontà – ribadita dalla Regione – di accompagnare il teatro verso una maggiore stabilità economica annuale, riconoscendone il ruolo “strategico” nel panorama culturale piemontese e nazionale, anche in virtù del fatto che il Coccia è l’unico Teatro di Tradizione del Piemonte, titolo riconosciuto dallo Stato fin dal 1967.
Il passaggio chiave è però già avvenuto: alla fine del 2025 è stata infatti stipulata la convenzione triennale fra Regione Piemonte, Comune di Novara e Fondazione Teatro Coccia per il triennio 2025/2027. Un’intesa che «conferma pienamente – si legge nel comunicato – il rapporto di collaborazione e sostegno sviluppato nel precedente triennio» e che, nelle intenzioni, dovrebbe ridurre quelle incertezze che negli ultimi mesi avevano alimentato tensioni e preoccupazioni sulla tenuta economica.
La convenzione riconosce le linee progettuali “Nuovi incanti” per il triennio 2025/2027 e, per il 2025, ha sostenuto il progetto “Un caleidoscopio per la Città”, con attività di produzione e ospitalità. Un quadro che la Regione inquadra nel dialogo “costante” con Fondazione e Comune, puntando a garantire continuità artistica, sostenibilità gestionale e una programmazione di qualità, in coerenza con gli indirizzi del Piano triennale della cultura 2025–2027.
Non solo. Nel comunicato si apre anche alla possibilità di estendere al Coccia le opportunità della misura “Rafforza cultura”, citata come strumento capace di superare il problema delle lunghe attese nei tempi di erogazione dei contributi agli enti culturali piemontesi: esattamente il nodo che, lo scorso anno, era finito al centro delle polemiche.
«Il Teatro Coccia rappresenta un presidio culturale fondamentale per il Piemonte e per il territorio novarese – dichiarano congiuntamente Cirio e Chiarelli -. Con il prolungamento della convenzione triennale confermiamo un impegno che va oltre il singolo contributo annuale: la Regione intende accompagnare il Teatro Coccia in un percorso di rafforzamento e stabilità economica, indispensabile per garantire continuità alla programmazione, tutela dell’occupazione culturale e accesso alla cultura per i cittadini».
Da parte della Fondazione Teatro Coccia, la soddisfazione per la conferma del sostegno regionale si accompagna però a un passaggio che suona come un promemoria – e insieme come la lezione della tensione dei mesi scorsi: la convenzione triennale è uno strumento “essenziale” di programmazione e stabilità, ma è importante che il vincolo giuridico “trovi piena efficacia sull’intero arco” dell’accordo, rafforzando “certezza e capacità di pianificazione” in un percorso condiviso fondato su stabilità, qualità progettuale e responsabilità gestionale.
Il messaggio, insomma, è chiaro: l’intesa triennale rappresenta un passo avanti, ma la credibilità dell’impegno si misurerà – anche politicamente – sulla regolarità dei tempi e sull’affidabilità delle risorse. Proprio il terreno su cui, fino a ieri, i rapporti avevano mostrato più di una crepa.







