Dopo pochi giorni di allenamenti, il nuovo allenatore del Novara Andrea Dossena ha parlato per la prima volta dal suo arrivo al capezzale degli azzurri, precipitati in zona playout al termine del girone di andata, chiuso con la quarta sconfitta, terza al Piola col neopromosso Ospitaletto (0-3), solo tre punti raccolti nelle ultime cinque giornate nella gestione del suo predecessore Andrea Zanchetta. Che il ds Federico Boveri come da prassi ha voluto ricordare: «Ringraziamo Zanchetta per il lavoro svolto, non è stata una decisione facile quella di cambiare, ma è stato ritenuto necessario farlo dopo la pesante sconfitta con l’Ospitaletto. Dossena ci ha convinto sin dal primo colloquio. Abbiamo trovato in lui concetti che ci soddisfano, un tecnico che ha fame, che possiede idee chiare, non ha preteso contratti a lungo termine, ha firmato sino al prossimo 30 giugno 2026, auspichiamo che possa rimanere con noi più a lungo. Si tratta di un allenatore che conosce bene la squadra per averla vista più volte, ma soprattutto conosce come pochi altri il girone A, che ha disputato quando allenava il Renate e la Pro Vercelli. Riteniamo di aver fatto la scelta migliore in un momento in cui serviva dare una svolta».
Sul contratto di pochi mesi, l’allenatore lodigiano, ha messo in chiaro, sorridendo: «Non mi sento uno statale, lo dico senza che nessuno si debba offendere, nella mia lunga carriera, prima da giocatore e poi da allenatore, non ho mai pensato alla durata dei contratti ma a dare il massimo per il club che mi ha voluto. Facciamo una professione, quella dell’allenatore, nella quale sappiamo bene di essere i più a rischio, legati ai risultati, ma è un mestiere al quale non rinuncerei per nulla al mondo, amo stare sul campo, mi sazio di stress e adrenalina, tensione, regala sensazioni uniche e impagabili. Sul contratto di breve durata nessun problema, se farò bene, raggiungerò gli obiettivi che la società sia aspetta, ci siederemo ad un tavolo per eventualmente prolungare il rapporto e se ci sediamo significa che ho fatto bene e ci sono i presupposti per continuare a rimanere al Novara. In questo momento non è la durata del contratto la priorità. La nostra classifica parla chiaro, serve reagire in fretta. Voglio una squadra che scenda sempre in campo per i tre punti».
Dossena ha dimostrato sin dal primo impatto personalità, carisma e una carica che intende trasmettere alla squadra. Al suo fianco il vice Samuele Olivi e il preparatore atletico Matteo Franzetti. Per il quarantaquattrenne tecnico si tratta del secondo subentro in panchina dopo il Crema in D nel 2019, alla prima esperienza da allenatore: «Dopo un mese il campionato venne fermato per il Covid. Quando si arriva a stagione in corso bisogna saper entrare subito nelle dinamiche della squadra».
Nel suo percorso da tecnico ha spesso utilizzato come modulo il 4-3-3, ma non si considera un integralista: «Non sono i moduli che fanno vincere. Spesso ad inizio stagione nelle griglie di partenza i giornali e gli addetti ai lavori fanno dei pronostici che non sempre vengono confermati nel corso della stagione. Come è successo col Novara, sulla carta questa è una squadra che ha dei valori, ma poi serve saper dimostrarli sul campo. I fatti, per adesso hanno detto di no. Ma va anche evidenziato che ho trovato un gruppo ben allenato, di questo devo ringraziare chi mi ha preceduto. Il calcio purtroppo è spietato, come sempre in questi casi paga per tutti l’allenatore. Sappiamo di essere i più a rischio».
Dossena mette in risalto il proprio credo, poche parole, sudore, lavoro, sacrificio: «Appena sono arrivato sono stato chiaro coi ragazzi, bisogna dare di più, ogni giorno, ogni allenamento. Con intensità, andare a casa alla sera con la consapevolezza di aver aggiunto qualcosa». Novara con un calendario che non consente passi falsi, nelle prime cinque gare del 2026 tre trasferte: Inter U23, Trento e il derby con la Pro Vercelli, arriveranno al “Piola” la matricola Dolomiti Bellunesi e la Pro Patria nel derby del Ticino, nel girone di andata gli azzurri sui 15 punti a disposizione ne raccolsero solo quattro, Dossena taglia corto: «Non farei previsioni neppure se fossi qui a Novara da due anni, figuriamoci in questo momento, dove conta fare punti e risalire la classifica».







