Salute

Vaccini, dai medici novaresi un no deciso al rinvio dell’obbligo

Un duro attacco ai no-vax del presidente dell'Ordine, Federico D'Andrea: «È molto pericoloso per la salute pubblica che si dia credito a quanti si oppongono ai vaccini»

Ancora una volta l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Novara si sente in dovere di intervenire in tema di vaccinazioni, dopo che il Senato ha approvato un emendamento alla Legge Lorenzin che fa slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi.

«Basta documentarsi con onestà intellettuale – spiega il dott. Federico D’Andrea, presidente dell’Ordine – per rendersi conto di come l’introduzione dei vaccini sia stata una delle scoperte più importanti nella storia dell’umanità e come siano state così salvate milioni di vite umane. E’ molto pericoloso per la salute pubblica che si dia credito a quanti si oppongono. La scienza non ha dubbi sull’efficacia e la non pericolosità delle vaccinazioni, mentre da tempo c’è il “falso mito” che i vaccini possano creare problemi, una “moda” che ha preso piede e che è difficile da contrastare proprio per i pregiudizi che ne sono alla base».

«Spostare in là di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali – aggiunge D’Andrea – non serve ad altro che a perdere tempo prezioso e dare spazio a quanti continuano a opporsi, con le più svariate (e spesso per nulla credibili) argomentazioni, all’obbligatorietà delle vaccinazioni. Inoculare nelle famiglie false notizie attraverso i media e i social media, questo sì che è molto pericoloso. In realtà, non ci si informa dando spazio a chi va contro la comunità scientifica e non si è liberi di scegliere quando questa libertà va a danno degli altri. Va ricordato, infatti, che ci si vaccina non solo per sé ma anche per tutti gli altri, per creare quella che viene definita “immunità di gregge” per cui vengono tutelati anche quanti non sono vaccinati o la cui salute è a rischio se vengono colpiti da malattie infettive».

  1. Anna Maria Cardano

    Corre l’anno 1804: anche nel novarese cominciano le vaccinazioni contro il vaiolo sulla popolazione urbana e delle campagne, volute dalla neonata sanità pubblica del Dipartimento dell’Agogna. Le carte della Commissione di Sanità, presieduta
    dal medico Giuseppe Gautieri, sono conservate nell’Archivio di Stato di Novara e ci mostrano l’impegno e lo zelo di studiosi che si dedicavano all’impegno civile in un’epoca tumultuosa e contradditoria, rifiutando doppi incarichi e retribuzioni maggiori per migliorare la salute di tutti, andando ovunque per convincere i diffidenti, girando borghi e cascine. Anche il vescovo Della Portula interviene in loro sostegno contro una certa religiosità fatalistica che considerava i bambini che morivano come più fortunati…
    E adesso… indietreggiamo di 200 anni, riportando a scelta egoisticamente individuale quella che è invece una scelta di solidarietà e di intelligenza. Quanto fa l’ignoranza e la mancanza di memoria storica!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

Sponsorizzato

La pubblicità su La Voce? PIù spendi più guadagni

La pubblicità su La Voce? Più spendi più guadagni

Lo sapevi che più pubblicità fai sul nostro quotidiano on line e sul nostro free press più guardagni? Da quest’anno, infatti, è stato approvato il cosiddetto Bonus Pubblicità che permette alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali di usufrire di un credito d’imposta in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa. L’ammontare del beneficio Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati e, addirittura, del 90% nel caso si tratti di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.