Cronaca In città Salute

Nuovo ambulatorio Cure palliative: «Ponte col territorio per i malati oncologici»

Restyling completo per la struttura di viale Piazza d'Armi, anche grazie al contributo di Idea insieme: intitolata al volontario Giulio Drago la nuova sala d'accoglienza. E al piano superiore sta prendendo forma il nuovo laboratorio per le analisi, che servirà 4 province

Uno spazio completamente rinnovato e una nuova sala d’accoglienza, dedicata a Giulio Drago, volontario dell’associazione Idea insieme recentemente scomparso. È il nuovo volto dell’ambulatorio di Cure palliative dell’ospedale Maggiore, dedicato ai malati oncologici: allestito al primo piano della sede di viale Piazza d’Armi, offre anche spazi per il day hospital. I lavori sono stati realizzati direttamente dal Maggiore, mentre gli arredi della sala d’accoglienza e alcuni dispositivi tecnologici sono stati donati da Idea insieme. L’ambulatorio, attivo dal 2017, ha visto un aumento del 42% dei pazienti nel primo trimestre dell’anno in corso. «Questo perché prima non avevamo la possibilità di somministrare le terapie simultanee di cura – spiega Elvira Catania, direttrice del servizio, che gestisce anche l’hospice di Galliate – Ringrazio l’associazione Idea insieme per questa collaborazione, ma soprattutto per l’impagabile lavoro dei suoi volontari: ogni giorno, da lunedì a domenica, mette a disposizione due persone che si occupano di aiutare i pazienti nei trasferimenti all’interno del reparto e offrono un grande supporto umano alle loro famiglie».
«Siamo ormai una cinquantina di volontari – aggiunge la presidente Margherita Zanetta – e la nostra vera ricchezza, oltre al sostegno delle fondazioni del territorio, è la presenza. Ringrazio tutti per la disponibilità e l’entusiasmo con cui operano».
Grazie al restyling, che ha interessato anche gli studi di medici, psicologi e infermieri, l’ambulatorio ora dispone di 5 stanze, dotate anche di comode poltrone per le terapie. Inoltre nella sala d’accoglienza campeggiano, oltre alla targa in memoria di Drago, anche una serie di foto scattate da Marco De Rosa, paziente scomparso l’inverno scorso. Mentre nei corridoi sono state affisse una serie di foto d’epoca del Maggiore.
Al taglio del nastro hanno partecipato numerose autorità. La sottosegretaria al Welfare Franca Biondelli ha parlato di «un esempio di risposta concreta ai bisogni sociali e sanitari di chi soffre, ma che non deve essere ostaggio del dolore». L’assessore regionale alle Politiche sociali Augusto Ferrari si è detto «molto emozionato per il significato di questi luoghi, in cui collaborano le istituzioni, grazie a un sistema organizzativo adeguato, a fianco dei volontari, i quali sono davvero una risorsa umana preziosa». Il sindaco Alessandro Canelli ha invece portato il proprio «grazie per questa realtà di così grande eccellenza, da parte di tutta la città».
«L’obiettivo di questa struttura, nata negli spazi dell’ex gerontocomio – ha concluso il direttore generale del Maggiore, Mario Minola – è di fare in modo che il malato non venga abbandonato a se stesso: qui trova un’equipe che lo segue su percorsi che durano anni. L’ambulatorio getta anche un ponte ideale fra l’ospedale e il territorio ed è anche molto vicino al nuovo nosocomio, che sorgerà in viale Piazza d’armi».

Il nuovo laboratorio di diagnostica di quadrante
Intanto al piano superiore sta prendendo forma il nuovo laboratorio di diagnostica specializzata, diretto da Umberto Dianzani, neoprimario di Biochimica all’ospedale Maggiore della Carità. «Una volta a regime – spiega – sarà un laboratorio di quadrante, che servirà le province di Novara, Vercelli, Biella e Vco per le analisi chimico cliniche, quali esami del sangue, delle urine e i test tossicologici che vengono effettuati sugli automobilisti coinvolti in incidenti stradali».
Il laboratorio sta nascendo nel piano che un tempo era occupato dalla Rsa del Comune, chiusa 7 anni fa. Nell’ala già ultimata lavorano, da circa 3 mesi, una quarantina di operatori. «A breve partirà anche il primo bando di quadrante per allestire la parte dedicata alla grande automazione – continua Dianzani – L’obiettivo finale è: spostare buona parte dell’attività e dei macchinari dal laboratorio nei sotterranei del Maggiore, che rimarrà comunque per gestire gli esami sulle emergenze del pronto soccorso. Il nuovo assetto consentirà un processo di distribuzione più snello, più razionale e più economico, in totale assenza di carta perché tutto sarà digitale e telematico».

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