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Un itinerario letterario: “Nella pianura delle storie”

Nell’ambito di #Visit Novara, il nuovo ciclo di visite alla scoperta delle bellezze di Novara  e del suo territorio condotto dalle guide abilitate del nostro territorio, spiccano due giornate – il 5 maggio e il 10 novembre – particolarmente interessanti perchè riprongono alcuni itinerari letterari novaresi nella terra d’acque narrata da Sebastiano Vassalli, che ne “La Chimera” ha magistralmente delineato il paesaggio della pianura. Le tappe originariamente proposte sono quattro, di cui la prima in città: si parte con “Il ‘cuore di pietra’ di Novara: tra un vescovo e un architetto”, che presenta la figura di Alessandro Antonelli attraverso Casa Bossi (“la grande casa sui bastioni che guarda la pianura e le montagna lontane”, nella foto), la Cupola di San Gaudenzio (“rimasta ferma per vent’anni a 75 metri d’altezza, aspettando che qualcuno si prendesse il disturbo di finirla”) e il Duomo (“una chiesa medioevale, un poco malandata per il trascorrere dei secoli e bisognosa di qualche restauro”), con citazioni da “Terra d’acque”, “La Chimera” e “Cuore di pietra”. Pregnanti e sempre intense le pagine sulla Novara del vecovo Bascapè, tra Cinquecento e Seicento, con la chiesa barnabita di San Marco, le contrade “puzzolenti e strette” che conducevano al quartier generale dell’Inquisizione novarese, la piazzetta San Quirico ovvero l’attuale piazza Gramsci, con la sua chiesa di San Pietro al Rosario. Fu proprio Carlo Bascapè a collocare nel 1599 la prima pietra del nuovo edificio, al cui interno sarà collocato anche il monumento funebre ad Amico Canobio: “vi si affacciavano da una parte la chiesa di San Pietro Martire, allora ancora in costruzione – scrive Vassalli – e il convento dei Domenicani; dall’altra, il Tribunale del Sant’Uffizio”. Oltra a “I luoghi della Chimera: nelle risaie con la strega Antonia” e “Tra i castelli con il brigante Caccetta: memorie manzoniane”, tra le tappe fuori porta molto suggestiva è “Lungo il Ticino, fiume azzurro dei cercatori d’oro”. Guida nel percorso lungo il canale Cavour per raggiungere Cameri, il Bosco Vedro, il Mulino di Bellinzago nel parco del Ticino e, infine, la vecchia Dogana di Galliate, è “L’oro del mondo”: “Il Ticino era il grande fiume Terek dove lo zio Jeroska andava a cacca di cervi e di fagiani, e anche un torrente casalingo come l’aogna poteva diventare il famoso Black River brulicante di trote, sospeso da qualche paret tra le montagne che sovrastano il lago Superiore”.

La guida al percorso è disponibile sia online sul sito dell’Atl di Novara – www.turismonovara.it – alla sezione Mutimedia/ pubblicazioni, sia presso la sede degli uffici in Baluardo Q. Sella 40 (da lunedì a venerdì 9/13 e 14/18).

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