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San Nazzaro Sesia e il suo Santuario della Madonna della Fontana

L'abbazia benedettina non è l'unica "perla" del piccolo paese al confine con il vercellese. Da vedere anche questo luogo di devozione, culto e pellegrinaggio

Ecclesiasticamente dipendente dall’arcidiocesi di Vercelli, San Nazzaro Sesia è un piccolo comune della provincia di Novara con poco più di 750 abitanti che nel suo territorio ospita importanti testimonianze storico artistiche che vanno dall’età romana all’epoca tardo barocca, senza dimenticare significative emergenze databili tra Otto e Novecento.

Oltre ad uno dei complessi benedettini più noti di tutta l’Italia settentrionale, l’abbazia medievale dei santi Nazzaro e Celso con il suo elegante chiostro decorato dal quattrocentesco ciclo di affreschi dedicati alle storie di San Benedetto, il territorio di San Nazzaro ospita anche il Santuario della Madonna della Fontana.

Si tratta di un luogo di devozione, culto e pellegrinaggio al centro di un ampio e ricco comprensorio agricolo, e il 9 settembre di quest’anno si ricorda il 250esimo dalla dedicazione.

Poco fuori dall’abitato, in direzione di Villata, alla fine del XVI secolo, si decise infatti di costruire un’edificio religioso presso una sorgente ritenuta miracolosa, dove a partire già dalla metà del secolo era stato collocato un pregevole bassorilievo in cotto raffigurante la Madonna con il Bambino

Probabile luogo di culto anche in età pagana, la fonte venne inglobata all’interno della chiesa e fatta sgorgare nella zona dell’altare marmoreo con paliotto in pietre dure, ricostruito in forme tardobarocche nel 1782, per poi fuoriuscire all’esterno da due aperture nel muro perimetrale. A protezione della fonte miracolosa, l’altare è chiuso posteriormente da una cancellata in ferro battuto, vero e proprio capolavoro rococò. Nota fin dal 1619 dalla visita pastorale del presule vercellese Goria, l’attuale chiesa a tre navate venne riedificata tra il 1752 e il 1768: la decorazione venne affidata al pittore valsesiano Lorenzo Peracino “il vecchio” e dal figlio Giovanni Battista, che realizzano una Madonna Assunta, nel solco della tradizione decorativa valsesiana, e un’Immacolata che calpesta il diavolo. Un secondo ciclo di affreschi risale al 1817 ed è opera di Giovanni Avondo, erede della tradizione valsesiana ed allievo degli Orgiazzi: egli dipinse tre momenti della vita della Vergine – la Nascita, la Presentazione al Tempio e lo Sposalizio – nonché l’episodio legato all’origine miracolosa di questo luogo di fede.

Il Santuario della Madonna della Fontana è anche il punto di arrivo di un antico cammino devozionale che parte da Albano Vercellese e che guada la Sesia, noto come la “Processione del Guado”.

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