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«Novaresi gelosi della propria città, e fanno bene a esserlo»

Osvaldo Bevilacqua, da quarant'anni conduttore della trasmissione tv "Sereno Variabile", è in città fino a domani con la sua troupe per registrare una puntata che andrà in onda il 16 febbraio

«Chi viene a Novara deve sapere di arrivare in una città elegante, raffinata, accogliente e i novaresi da parte loro devono difendere la particolarità di avere questa gelosia nei confronti della propria città. Fa bene alla salute e fa bene a chi viene qui».

La pensa così Osvaldo Bevilacqua, il noto conduttore della trasmissione tv “Sereno Variabile”, in città fino a domani con la sua troupe per registrare una puntata che andrà in onda il 16 febbraio. Lo incontriamo nella Basilica di San Gaudenzio dove è in procinto di mettersi davanti alla telecamera insieme a don Carlo Scaciga.

Ci accoglie con un calorosissimo sorriso, un po’ segnato dal tempo, ma sinonimo di un’esperienza ineguagliabile nel suo settore: lui che da quarant’anni gira l’Italia in lungo e in largo a caccia degli angoli nascosti e delle storie locali più curiose da raccontare: «Questo speciale su Novara l’ho voluto io – racconta – mio papà era un pittore del Vaticano e quando ero bambino mi portava spesso in basilica: questi profumi e questi colori meravigliosi mi riportano all’infanzia. Qui a Novara ci sono stato almeno sei o sette volte; vorrei iniziare a raccontare questa realtà intanto per la posizione geografica di questa terra di mezzo, di chi si sente più piemontese e chi più lombardo, e poi del fatto che la ritengo una città elegante e raffinata di cui i novaresi sono terribilmente gelosi e fanno bene a esserlo. Ogni volta io arrivo in punta di piedi, chiedo permesso, ma ho notato che rispetto a un po’ di anni fa c’è stata una notevole apertura soprattutto rispetto alla promozione del territorio: se conosci questa città, sai anche che ti devi comportare in una certa maniera e sarai accolto a braccia parte».

 

 

Le riprese sono state fatte tra i luoghi più significativi: la Cupola e il Duomo, il Broletto, il castello e la mostra di Enrica Borghi, raccontando anche alcune delle realtà cittadine come la Scuola del Teatro Musicale o l’iniziativa “Oltre il palcoscenico” tra l’Atl e il Teatro Faraggiana.

«Questa gelosia dei novaresi – dice ancora Bevilacqua – è una caratteristica che hanno nel dna che deve diventare sinonimo di custodia della propria terra: Novara è una città in cui c’è un alto profilo e un grado di vivibilità eccezionale, mia moglie e io ce lo diciamo sempre che vorremmo venire a vivere qui. Dunque i novaresi devono pretendere che qui vengano i viaggiatori: ci sono i turisti con t minuscola e i turisti con la t maiuscola e poi ci sono viaggiatori: io sto cercando di portare nelle case degli italiani la voglia di diventare viaggiatori consapevoli».

Il servizio dedicato a Novara andrà in onda sabato 16 febbraio alle 17.15 su Raidue e in replica su Rayplay ogni volta che si desidera.

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