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La Madonna di Campagna di Garbagna Novarese

Come emerge già chiaramente dal nome, il piccolo oratorio della “Madonna di Campagna” sorge in una zona agricola a pochi chilometri da Novara, 500 metri a nord dell’attuale abitato di Garbagna, non distante dalla linea ferroviaria Novara-Mortara. Intitolato alla Natività di Maria, e noto anche come santuario di S. Maria, l’edificio viene documentato per la prima volta nell’XI secolo, precisamente nel 1077, e ancora nel 1181: si trattava di un semplice oratorio ad aula unica, con abside semicircolare e copertura lignea a capanna, e svolgeva il ruolo di edificio di culto principale per il primo insediamento abitativo della zona, che in seguito si spostò più a sud, nella zona incastellata. Sebbene la struttura nel corso dei secoli sia stata sottoposta a diversi interventi di restauro, l’abside ha conservato il suo aspetto “romanico”: databile tra il 1050 e il 1075, è suddivisa in cinque specchiature da paraste che si concludono con una teoria di archetti pensili raggruppati a tre a tre. Abbandonata per un lungo periodo, nel XV secolo la chiesa subì una serie di interventi che ne trasformarono l’interno, e di cui rimane ancora traccia: oltre alla chiusura delle monofore strombate che davano luce all’interno, viene realizzato un interessante ciclo di affreschi. Particolarmente significativa e carica di drammaticità è l’immagine della Pietà, al centro dell’abisde, accanto alla quale è dipinta una Vergine con bambino e S. Elena, attribuita al cosiddetto “Maestro di Garbagna”. Sempre nell’abside campeggiano Pier Lombardo da Lumellogno, dottore della chiesa citato anche da Dante nella Divina Commedia, S. Nicola da Tolentino, S. Bernardino da Siena e S. Bovo, guerriero, pellegrino e protettore degli animali. Di grande impatto anche l’altro affresco, che raffigura una Madonna in trono col Bambino e due angeli musicanti e San Francesco con Bernardino Rognoni, proprietario terriero locale e committente dell’opera firmata da Tommaso Cagnola e datata 27 aprile 1481. Allo stesso autore è attribuita la Visione di Sant’Eustachio che, da scena religiosa ricca di simbologie si trasforma in una scena di caccia medievale.Lungo le pareti sono infine presenti alcuni Santi e Madonne: S. Grato, la Madonna in trono con Bambino con iscrizione, S. Caterina d’Alessandria con la ruota del martirio, un’altra Madonna in trono con Bambino e un bambino in preghiera con abito francescano, S. Bernardo d’Aosta con la catena che lega il diavolo. Per info sull’apertura dell’oratorio, è possibile rivolgersi alla parrocchia di Garbagna (tel. 0321/845115).

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