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“Gli angeli sognanti” rivivono in un murale

L'opera di Gaudenzio Ferrari trafugata dai musei civici cittadini nel 1974 sarà riprodotta a cominciare da oggi dall'artista Andrea Ravo Mattoni sulla facciata dell’abitazione della famiglia Caporusso, il palazzo che si affaccia sul cortile interno del Broletto

Prenderà forma oggi pomeriggio la performance di painting art per restituire alla città un’opera di Gaudenzio Ferrari da anni scomparsa: l’artista Andrea Ravo Mattoni riprodurrà infatti con un murale “Gli angeli sognanti”.

«Il percorso di questa particolare iniziativa – spiega il sindaco Alessandro Canelli – nasce da un’idea che il Soroptimist Novara, in occasione dei sessant’anni di costituzione del Club service, aveva intenzione di realizzare. L’iniziativa va annoverata tra le attività collaterali novaresi legate alla mostra “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” e il Comune ha coinvolto la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli nelle persone di Manuela Salvitti, Cristina Natoli e Massimiliano Caldera, e, nell’ambito del nostro progetto “Frontiere urbane”, anche l’associazione CreAttivi».

L’opera di Gaudenzio Ferrari, dunque, sarà riprodotta sulla facciata dell’abitazione della famiglia Caporusso, il palazzo che si affaccia sul cortile interno del Broletto sul lato di corso Italia, allo scopo di riportare in qualche modo alla luce “Gli angeli sognanti”, opera appartenente alla collezione “Morbio” che nel 1974 era stata trafugata dai Musei civici e mai più ritrovata.

Ci vorranno diversi giorni di lavoro, almeno fino al 31 maggio, perché Andrea Ravo Mattoni possa ultimare il murale, che sarà presentato ufficialmente alle 12 del 29 maggio, durante una conferenza stampa che si terrà nel cortile del Broletto.

Andrea Ravo Mattoni è un artista varesino, conosciuto in tutta Italia e in Europa e che ha appena terminato un murale a Varallo Sesia nel circuito di “WARAL Urban Art Project”, Da anni sta lavorando al progetto “Pinacoteca a cielo aperto” che intende proporre una sorta di collezione d’arte, fino ad oggi esposta e “rinchiusa” nelle sale dei più grandi musei del mondo, non per “sostituire”, ma anzi per “esaltare” il ruolo dei musei, promuovendone il valore e conferendo così nuova visibilità.

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