Tempo libero

Dodici alberi di Natale per i dodici quartieri di Novara

Un'iniziativa promossa da Assa in collaborazione con il liceo artistico Casorati e il Comune con la partecipazione dell’Istituto Comprensivo “Fornara Ossola”

Con oggi prende il via ufficialmente il programma di “Luci sul Natale” promosso dal Comune di Novara.

«Siamo molto contenti di partecipare attivamente a donare a tutta la nostra città una bellissima atmosfera natalizia come non si era mai vista – commenta il presidente di Assa, Riccardo Lanzo – In particolare Assa esprime la grande attenzione che viene dedicata sistematicamente anche alle periferie con l’allestimento di un albero di Natale in ogni quartiere. Conclusa la posa degli addobbi, realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Casorati di Novara guidati dai loro sempre pronti e disponibili insegnanti, con il dirigente scolastico Salvatore Palvetti, tutto è pronto per vestire di luce e di gioia, quella vera del Natale, i quartieri della nostra città. Grazie agli studenti, alla classe speciale della “17esima potenza”, agli alunni del comprensivo Fornara-Ossola che hanno preso parte a un posizionamento degli addobbi e a tutti coloro che hanno prestato la loro attività affinché questa bella idea si realizzasse».

 

Gli alberi di Natale, frutto della sinergia di Assa, Liceo artistico Casorati e Comune di Novara con la partecipazione dell’Istituto Comprensivo “Fornara Ossola”, abbelliscono Largo Don Minzoni, Via Fratelli Di Dio, Piazza Martiri della Libertà a Veveri, Piazza Fratelli Bandiera a Pernate, Piazza Martiri a Lumellogno, la piazza del Monumento della Bicocca, Piazza Pasteur, Largo Leonardi, Largo Cantore, Piazza Donatello, il Torrion Quartara in Via Maestra e Vignale in prossimità della Chiesa parrocchiale.

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  1. Avatar
    Don Ezio Fonio

    Ma che bella questa mia città di Novara: in ogni quartiere un albero di Natale, la Cupola con una nuova illuminazione, le vie del centro illuminate tutta la notte per nessuno. E che decoro ha la Novara con la Giunta Canelli che periodicamente fa piazza pulita di tutte le biciclette che non sono nelle rastrelliere (peccato che siano insufficienti), dove è proibito fermarsi a parlare per la strada, chiedere l’elemosina, campeggiare con una roulotte, sdraiarsi sulle panchine, vestire in abiti succinti , bere da una bottiglia di vetro. Perbacco, mi viene un dubbio: non sarà mica proibito anche usare il buon senso e ricordarsi che ogni uomo è mio fratello? Sarà che ho ricevuto un educazione non più di moda nella Scuola Media Statale Giovanni Battista Morandi (1964-1967). Pensate che allora era obbligatorio l’insegnamento dell’Educazione Civica (a proposito, mi è sfuggito quando e da chi sia stata abolita), che insegnava il compianto Prof. Francesco Lova (morto mentre frequentavo la III media il 16 novembre 1967), il quale commentava in classe il quotidiano La Stampa, e diceva: “Io e Mario”, ma “Mario ed io”, non ha importanza chi sia Mario, anche se fosse uno zingaro: “Prima lo zingaro e poi io”.

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