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Casalvolone, un gioiello tra Novara e Vercelli

Piccolo comune agricolo in provincia di Novara ma in diocesi di Vercelli, Casalvolone viene citato per la prima volta nei documenti nel 956 come dominio dei Guala, vassalli di re Berengario II a cui si deve il toponimo “Casale Gaualonis”, e viene conteso tra il marchesato di Monferrato e il ducato di Milano tra Trecento e Quattrocento, fino a diventare dominio dei Savoia nel 1427. Di questo complesso momento storico rimangono tracce significative nell’edificio più importante del paese, ovvero la chiesa di San Pietro al cimitero, tra le più preziose testimonianze dell’arte romanica del novarese, ben restaurata negli anni Ottanta del Novecento. Già attestata in un documento del 975 e consacrata tra il 1118 e il 1119 dal vescovo di Novara Riccardo, la chiesa viene citata come “Plebem de Casali” nella bolla di Papa Innocenzo II del 26 giugno 1133 al vescovo di Novara Litifredo. Nella medesima bolla vengono indicate anche l’abbazia cistercense di San Salvatore fondata nel 975 dai benedettini – proprietà privata profondamente alterata in seguito alle soppressioni napoleoniche ottocentesche – e la cappella del castello, castello di cui oggi rimangono alcune porzioni di murature nella zona settentrionale e occidentale dell’area del “ricetto” al centro del paese. Ricordata ancora nei testimoniali del 1157 come “Ecclesia de Casali”, la chiesa di San Pietro è una struttura a tre navate absidate, suddivisa in quattro campate dotate di volta a crociera e pilastri a fascio; la muratura esterna, assai irregolare ma di buona qualità, è formata da ciottoli di fiume alternati a elementi in cotto, in alcuni tratti disposti a spina di pesce. Sulla facciata è conservato un affresco datato 1495 che raffigura San Giuseppe e uno del 1661 con San Giovanni; al centro, invece, la Vergine con gli apostoli Pietro e Paolo. All’interno si possono ammirare numerosi altri affreschi: alla campagna decorativa dell’XI-XII secolo sono riconducibili quelli delle pareti nord e sud dell’edificio, all’altezza della quarta campata, con motivi decorativi e figure di santi. Al 1469 risale invece l’affresco della controfacciata, una Madonna in trono con Bambino e committente accompagnato da Sant’Antonio abate, opera del pittore Bartolonus. Attribuite alla bottega di Tommaso Cagnola e databili all’aprile 1478 grazie ad un’iscrizione sono la raffigurazione del Cristo in mandorla con i simboli degli evangelisti e la teoria di santi e profeti del catino absidale e la teoria dei 12 apostoli, ognuno dotato di cartiglio con un versetto del Credo, della parete absidale. Tra i frammenti più interessanti, anche la famosa Trinità del Cagnola, sempre datata al 1478, staccata dalla parete settentrionale nel 1971 e oggi conservata presso il Palazzo Vescovile di Novara, già immagine guida dell’edizione di Passio 2012.

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    Don Ezio Fonio

    Mi permetto di osservare all’autrice che Casalvolone è in provincia di Novara e diocesi di Novara, tant’è che non avrebbero senso le due citazioni relative al vescovo di Novara e le zero citazioni relative a Vercelli. Probabilmente si tratta di un lapsus mentis, che ha confuso Casalvolone con il vicino Casalbeltrame, provincia di Novara e diocesi di Vercelli.
    http://www.diocesinovara.it/diocesi/le-upm-unita-pastorali-missionarie/upm-2-novara-sud-ovest/

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    Don Ezio Fonio

    La parrocchia di Casalvolone appartiene alla diocesi di Novara e non a quella di Vercelli come indicato nell’articolo. Tra l’altro nello stesso articolo vi sono due riferimenti a Novara: la bolla di consacrazione della Chiesa inviata dal Papa al vescovo di Novara e l’affresco della Trinità del Cagnola rimosso e conservato a Novara.
    Invece, è della provincia di Novara e diocesi di Vercelli il vicino paese (e dal nome simile) di Casalbeltrame.

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