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Alla scoperta della Balma dei Cervi di Crodo

Un punto difficile da raggiungere a causa della strada impervia. Ma oggi ci si può arrivare agevolmente grazie al Museo Virtuale visitabile on line. Se ne parlerà a Domodossola giovedì 16 maggio

La Balma dei Cervi di Crodo è un anfratto roccioso dove antichi cacciatori soggiornavano durante la caccia. Non un insediamento, ma solo un riparo, un luogo dove prepararsi alla caccia; un accampamento che è stato frequentato per secoli e che generazioni di sapiens hanno dipinto ed inciso con immagini sacre e realistiche. Pitture rupestri scoperte da poco, gelosamente custodite dai valligiani. Non è facile, infatti arrivarci, e non si fa molto per segnalarne la strada, anche per evitare danni.

 

 

Oggi però ci si può arrivare virtualmente, grazie al Museo Virtuale della Balma dei Cervi (http://www.balmadeicervi.it). Di questo insolito Museo e degli studi che si stanno conducendo sull’antico rifugio di cacciatori preistorici si parlerà a Domodossola, giovedì 16 maggio alle 17, nella Sala Falcioni, ex Cappella Mellerio, grazie all’Associazione Culturale Mario Ruminelli, promotrice di questa e di altre iniziative culturali.

Al tavolo dei relatori siederanno Francesco Rubat Borel, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Andrea Arcà e Angelo Eugenio Fossati della Cooperativa Archeologica Le Orme dell’Uomo, membri dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, archeologi con esperienza più che trentennale nello studio dell’arte rupestre in Italia e nel mondo.

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