Storie della domenica

Quando Silvio Piola arrivò a Novara

Dovete sapere che dal 1947 al 1959 si svolsero cinque edizione della Fiera Campionaria, edizioni memorabili per la quantità e la qualità degli espositori e delle manifestazioni collegate. Irripetibili.
Alla prima di queste edizioni, da fine agosto ad inizio settembre 1947, un avvenimento eccitò l’attenzione di noi ragazzi. Fu una serata di settembre, ancora tiepida. La Fiera del 1947, la prima del dopoguerra organizzata dalla Camera di Commercio, si svolse sui viali dell’Allea, con
gli stand degli espositori, mentre il Parco dei Bambini venne riservato alle manifestazioni ludiche, orchestre, balli, birra, vino, gelati, eccettera.

Quella sera di settembre l’ambiente fu scosso da una notizia che in un amen fece il giro della Fiera. “E’ arrivato Piola!”. Chi non conosceva Piola? Il grande calciatore che era stato campione del mondo nel 1938, già famoso attaccante di Pro Vercelli, Lazio, Torino e Juventus? Formidabile cannoniere giunto all’età di 34 anni ancora in piena forma e con una gran voglia di giocare e segnare. L’aveva appena acquistato il Novara con sacrifice disumani di un grande president.

Il calzaturiero di Grignasco Delfino francescoli (già podestà del suo paese) e president del Novara dal luglio 1943. Francescoli voleva assolutamente la serie “A”, e stave lottando da due anni con il Novara in serie “B”. La squadra era valida, ma I tecnici Marmo e Omodei-Zorini erano stati categorici: manca un attaccante, un uomo-gol. Nei primi campionati del dopoguerra avevano provato con il  camerese Panagini e con il lomellino Parvis; ma erano apparsi due bravi giocatori ma non sufficienti per l’agognato salto di qualità. Ed ecco Francescoli correre su e giù da Grignasco a Vercelli per convincere Silvio Piola a scendere in serie “B”. Un campione del mondo! Un cannoniere che aveva superato i 200 gol!

Finalmente una sera di agosto, Silvio forse stremato dagli assalti quasi “amorosi” del presidente Francescoli, disse sì, vengo. Appena si sparse la notizia, la città si svegliò dal torpore ed esplose in un collettivo urlo di gioia. Ed ecco Silvio Piola apparire con la sua tipica andatura fra gli stand della Fiera di Novara del 1947. Eccolo stringere mani, firmare autografi, sorridere, rispondere con un bel sorriso agli applause della folla che lo acclamava. Silvio Piola accompagnato dai giocatori novaresi Mainardi di San Pietro Mosezzo e Pombia di Trecate. E con lui c’era anche il suo amico vercellese Alberico. Francescoli aveva il sorriso fino alle orecchie, ed era felice anche l’allenatore triestino Rigotti.

Insomma fu una serata di autentica gioia, una di quelle serate che non si dimenticano. La ricordavo a Silvio Piola quando ci incontravamo al caffè Cairoli, prima che lui andasse a farsi i suoi affari alla Banca Popolare. Si ricorda Silvio di quelle serate? Mi rispondeva: “Come posso dimenticare Novara e il Novara calcio? Qui sono rinato per una seconda carriera di calciatore. Qui, allo stadio di via Alcarotti, ho segnato il mio gol numero 300. Qui ho ancora tanti amici!”.

Grande Silvio Piola! Un vero campione.

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