Storie della domenica

Quarant’anni fa Novara in bianco e nero sugli schermi di TBN

La vicenda di Telebassonovarese, esperienza unica nel suo genere in città, cantiere di sperimentazione in cui si sono fatti le ossa tanti giovani che sono diventati poi operatori della comunicazione

A Novara la nebbia, in quei mesi del 1977, era più o meno sempre la stessa. Riempiva le giornate tra ottobre e dicembre, e riusciva a fare capolino perfino a primavera, nelle giornate più fresche e nelle zone più periferiche, quelle che sfumavano impercettibilmente verso la campagna.

A Palazzo Cabrino sedeva Ezio Leonardi, democristiano di lungo corso, ma la “svolta a sinistra” era dietro l’angolo e si sarebbe materializzata l’anno dopo con la giunta Pagani e con l’ingresso in maggioranza del Partito Comunista. Una stagione breve.

Nell’inverno gli studenti avevano occupato per giorni il Liceo Artistico, dove erano arrivati addirittura Dario Fo e Franca Rame a portare teatro e solidarietà.

A guardarla bene quella Novara rivelava sorprendenti spunti di vivacità, ad onta del suo tradizionale e compassato aplomb.

Proprio in quell’anno, il 12 aprile, prese vita, ad esempio, una delle esperienze più significative, addirittura a livello nazionale sul fronte dell’informazione: Telebassonovarese, una delle primissime televisioni locali nate in Italia.

Don Germano Zaccheo (il primo da sinistra) con don Bartolo Fornara e i tecnici, istallano gli impianti di TBN sulla cupola di San Gaudenzio

Negli annali della storia della televisione italiana, TBN (che trasmetteva sul canale 47 dell’UhF) viene quasi sempre catalogata come una “televisione di ispirazione cattolica”. Ma chi ricorda qualcosa di quella vicenda sa bene che questa definizione va molto stretta alla testata tv novarese. Perché certo TBN nacque nell’alveo dell’attività editoriale della Diocesi di Novara, e il principale animatore fu don Germano Zaccheo, prete giornalista poi vicario generale della diocesi e successivamente vescovo di Casale Monferrato. Ma Telebasso fu tutto meno che una espressione confessionale. Basta ricordare, solo ad esempio, che mai fu mandata in onda una messa o una funzione religiosa.

TBN, semmai, è stato un grande cantiere, un luogo dove tanti ragazzi e giovani hanno avuto la possibilità, fianco a fianco con professionisti già sperimentati (da don Germano al direttore responsabile Luciano D’Atri) di mettersi alla prova in un lavoro giornalistico, di intrattenimento, di spettacolo televisivo.

Molti di quei giovani hanno fatto nel tempo della comunicazione il loro lavoro: da Paolo Taggi, oggi uno dei più importanti autori televisivi italiani, a Mario Tosi, regista e gestore di sale cinematografiche, a Vanni Vallino, oggi presidente del Teatro Faraggiana. A TBN sono passati, poco più che ragazzi, gli attuali direttori del “Corriere di Novara”, Sandro Devecchi e di questo giornale. Davanti alle telecamere della prima emittente novarese ha cominciato a prendere dimestichezza con il pubblico un attore come Massimiliano Lotti. E l’elenco potrebbe continuare.

La storia di Telebassonovarese, in realtà, è tutta contenuta in poco più di 24 mesi, ma è riuscita ugualmente a lasciare il segno.

Si trasmetteva dagli studi realizzati in un’ala all’ultimo piano dello stabile già sede del Seminario di via Dominioni 4, rigorosamente in bianco e nero, tranne per alcuni telefilm e cartoni animati. Le tecnologie erano ancora primordiali, ma la Tv, negli anni 70 si faceva ancora così. I programmi iniziavano generalmente alle 19.30 per terminare verso le 23, dal lunedì al sabato.

Ogni sera la prima mezz’ora era dedicata ad un ampio telegiornale di notizie locali, che, pur con i pochi mezzi a disposizione, resta probabilmente l’espressione più alta della storia del giornalismo televisivo novarese.

Una puntata dal gioco a premi “Blitz” condotto da Roberto Zorzenone

Tantissime le produzioni realizzate quasi sempre in diretta. Da “Smack”, il programma per bambini condotto da Alida Pellegrini (oggi maestra di danza in una importante scuola novarese) e diretta da Vanni Vallino, che si avvaleva della prestigiosa collaborazione di Elve Fortis de Hieronymis già autrice per Rai e televisione svizzera, a “Tbn Giovani” alle rubriche culturali e sportive agli speciali realizzati per occasioni particolari. Non era mancata qualche rara incursione nell’intrattenimento “leggero”, come con le mitiche dirette dal salone del Centro Sociale di viale Giulio Cesare per il primordiale talent show “Centocittà” realizzato con la casa discogafica Rca o con la gara a quiz “Blitz”.

Gli impianti trasmittenti erano collocati sulla Cupola di San Gaudenzio. Una situazione privilegiata, finchè fu possibile mantenerla. Poi qualche attacco politico a tradimento, e soprattutto l’intervento della Sovrintendenza alle belle arti, costrinsero a rimuovere gi impianti dalla Cupola, creando un problema che divenne fatale per l’emittente, già in difficoltà per l’improvvisa e imprevista evoluzione commerciale di tutto il sistema televisivo italiano. Così nel luglio 1979 TBN spense i ripetitori per sempre. «Consideriamo – dichiarò con la sua consueta franchezza don Zaccheo – la nostra esperienza chiusa: la gente vuole gli strip le donne nude, ma quello non interessa a noi. E allora abbiamo smesso. Noi facevamo un notiziario cittadino abbastanza buono, cercavamo di dare dell’informazione locale. Questo però non basta, ci vogliono le trasmissioni, i programmi. E noi non abbiamo la possibilità di farli come ci piacerebbero, e come, probabilmente, non piacerebbero ai telespettatori, che preferiscono Happy Days»

Quella chiusura un po’ traumatica mise fine ad un esperimento che non ha mai più avuto seguito in città. Ma i semi piantati, quelli di una informazione intelligente e libera, senza zone franche e con il gusto per le cose belle, non sono morti.

  1. Carlo Simonetti

    Dire che non ha mai più avuto seguito in città è errato, in quanto poco dopo nacque TeleRadioNovara International, spostando gli studi della Radio da via Canobio ad Agognate, con ripetitore al Mottarone, trasmettendo sul canale UHF 47 lasciato libero proprio da TBN e poi “usurpato” da Tele City.

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