Storie della domenica

Le prime elezioni regionali del 1970

Si svolsero il 7 e l'8 giugno e hanno riguardato per la prima volta le regioni a statuto ordinario

Finalmente, dopo tanta attesa (25 anni!), il 7 e 8 giugno del 1970 si tennero le prime elezioni regionali. Ovviamente anche in Piemonte.

Ci interessa la provincia di Novara. Presidente dell’amministrazione provinciale era allora, appena eletto, l’ingegner Nino Cattaneo della Democrazia Cristiana. Mentre Sindaco della città diventava un altro democristiano Ezio Leonardi subentrando al socialista Canna.

Eravamo in pieno clima di centro-sinistra con la Democrazia Cristiana saldamente al comando con I suoi alleati socialisti, repubblicani, socialdemocratici e liberali. Centro-sinistra cosidetto “organico”.

Quelle prime elezioni regionali erano molto attese per capire l’interesse dei votanti per una nuova consultazione, dopo le amministrative locali, comunali e provinciali. Nella regione Piemonte vinse la Democrazia Cristiana con il 31 per cento dei voti e 20 seggi, seguita dal Partito Comunista 13 seggi e via via da tutti gli altri. In ogni caso il centro-sinistra veniva confermato ben saldo anche in quelle prime elezioni regionali.

La provincia di Novara mandò a Torino ben sette deputati regionali: i democristiani Beltrami e Borando; i comunisti Sanlorenzo e Bono; il socialista Fonio; il socialdemocratico Cardinali; il missino Carazzoni. Faranno parte della prima Giunta regionale guidata dal torinese Edoardo Calleri (democristiano) i novaresi Borando, Fonio e Cardinali.

Ma il curioso di quella prima elezione regionale sta nell’antefatto in casa Democrazia Cristiana, in baluardo Lamarmora 2. Già allora la DC era abbastanza unita e divisa in correnti. A Novara era molto forte la corrente cosiddetta di “sinistra” con rappresentanti come Alessandro Giordano, Enrico Nerviani, Mario Agnesina e I due “cavalli di razza” Gianmaria Capuani, presidente della Camera di Commercio, e Pierluigi Cassietti, presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo.

Mentre la DC cosiddetta di “destra” era dominata dalla personalità di Oscar Luigi Scàlfaro che negli anni successivi avrebbe ricoperto la carica di ministro dei Trasporti e poi della Pubblica Istruzione. Ebbene Scalfaro in quelle prime elezioni regionali si battè come un leone per far convergere le preferenze sui “suoi” candidati Vittorio Beltrami e Carlo Borando. Riuscendo alla fine nel doppio intento: di mandare a Torino proprio Beltrami e Borando, e di lasciare a Novara (a casa) due grossi personaggi come Capuani e Cassietti che certamente non perdonarono mai a Scalfaro quello “sgarbo”.

Io partecipai a quelle elezioni regionali nello “staff” di Scalfaro, guidato da Vittorio Merlo.

Scàlfaro era fatto così: voleva dominare la DC di Novara e non permettere a forze esterne (e interne) di intaccare la sua conclamata leadership. Infatti gli unici due Sindaci democristiani di Novara furono suoi uomini, Giulio Cesare Allegra e Ezio Leonardi. Nel seguito degli anni, il potentissimo Scalfaro ammorbiderà le sue posizioni, lasciando qualche spazio a elementi della sinistra democristiana. Ma sempre con estrema cautela.

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