Storie della domenica

Le origini pagane del santo Gaudenzio

Ogni anno il 22 gennaio Novara festeggia il suo santo patrono, San Gaudenzio. Era nato ad Ivrea tra il 334 e il 337 da famiglia pagana, che si convertì più tardi al cattolicesimo. Gaudenzio venne educato cristianamente da una sua lontana parente, una certa Giuliana, così narra la storia ai limiti della leggenda.

In seguito il giovane Gaudenzio fu inviato a Vercelli che allora era considerato il centro delle nascenti cristianità in Piemonte; qui ebbe la ventura di conoscere il vescovo Eusebio che era stato inviato da papa Giulio II. Il nostro futuro patrono ricevette il battesimo e fu accolto come allievo del santuario proprio da Eusebio che lo prese sotto le sue cure.

Poi Gaudenzio fu inviato a Novara per sostenere la lotta di San Lorenzo contro gli ariani. Lotta durissima e quotidiana che vide Lorenzo martirizzato e ucciso. Restava solo sul campo di battaglia Gaudenzio, il quale riuscì nell’impresa di superare il carcere e la flagellazione. Il popolo iniziò a parlare di Gaudenzio come di un santo miracoloso perchè una notte riuscì a fermare le fiamme di un incendio che stava devastando le mura della città.

 

 

A questo punto entra in scena nella vita di Gaudenzio il celebre vescovo di Milano, Sant’Ambrogio il quale si sta recando a Vercelli per soffocare una rivolta del popolo. Ambrogio ha fretta perchè sta scendendo la notte. Ma, appena oltrepassate le mura di Novara, il suo cavallo improvvisamente si ferma e non vuole più proseguire.

Ambrogio, per divina ispirazione, conosce il motivo della misteriosa fermata e dice ai compagni di viaggio: “Non possiamo proseguire il viaggio se prima non abbiamo fatto visita al beato Gaudenzio”.

Ritorna verso il centro della città e si avvia alla dimora di Gaudenzio. Questi, anch’egli misteriosamente avvisato del passaggio di Ambrogio, s’affretta ad incontrarlo, lo saluta e lo abbraccia. In quel momento, Ambrogio esprime una rivelazione profetica: “Tu sarai vescovo di Novara”. Ma Gaudenzio, anch’egli ispirato, aggiunge: “Sì, ma sarò fatto vescovo da un altro non da te”. Intendendo con ciò che Gaudenzio sarebbe diventato vescovo dopo la morte di Ambrogio.

A questa storia leggendaria si unisce un’altra storia: quella dei fiori sbocciati e della frutta improvvisamente maturata in pieno inverno nel giardino della casa di Gaudenzio, sotto il più crudo gelo, a ornamento della povera mensa dei due futuri santi.

Per concludere questa storia, ricordiamo che Ambrogio vescovo di Milano moriva nel 397. Gli succedette San Simpliciano che per volere di Dio consacrò Gaudenzio primo vescovo di Novara.

Gaudenzio resse la diocesi novarese per sessant’anni. Quando morì il 22 gennaio del 417 contava oltre ottant’anni che a quei tempi era un’età straordinaria. Il successore di San Gaudenzio fu Sant’Agabio.

  1. Gianfranco Mastrolilli

    Buongiorno la data esatta della morte è 3 agosto il 22 gennaio ricorda la data di consacrazione episcopale.

  2. Mario Grella

    Ciao Gianfranco, grazie del bel pezzo che ho letto con gran gusto. Ho scritto anch’io, proprio ora nel mio blog, una considerzione un po’ più personale sulla festa del nostro Santo Patrono ricordando anche un grande novarese…

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