Storie della domenica

La notte in cui la “farfalla dell’hockey” ripiegò per sempre le ali

Trent'anni fa, il 27 settembre 1988 Stefano Dal Lago moriva in pista. Era una bandiera dell'Hockey Novara che vinceva tutto e attirava migliaia di tifosi. È ancora oggi l'icona di un'epoca - e di una città - irrimediabilmente tramontata. Al palasport oggi a lui intitolato, la Polisportiva San Giacomo lo ricorda una giornata speciale

Il prossimo 27 settembre saranno trascorsi 30 anni. Tre decenni esatti dalla scomparsa di Stefano Dal Lago. Quanto tempo è passato, sembra ieri. Per chi Stefano lo ha conosciuto, l’ha incitato e amato. E non l’ha mai dimenticato. Come non ha mai scordato quella maledetta sera, al palazzetto oggi a lui dedicato, alle 21.17 di martedì 27 settembre 1988 nel corso di una partita di Coppa Italia contro il Forte dei Marmi. Un’azione a fondo pista, il cuore che smette di battere, la caduta all’angolo con un rumore assordante che, si capisce, avvolge di silenzio e lacrime un palasport occupato da pochi intimi per una sfida insignificante.

La ‘farfalla dell’hockey’, distesa a terra, non riprende più a volare. Stefano Dal Lago se ne va all’età di 24 anni, dopo aver vinto praticamente tutto con l’Hockey Novara e messo via due titoli di Campione del Mondo con la maglia della Nazionale italiana. Ma, soprattutto, dopo essere entrato nei cuori di tanti tifosi che ne hanno sempre apprezzato, oltre alle indubbie doti sul campo, i suoi modi educatamente riservati e sinceri nella vita di tutti i giorni. Amava l’hockey, Stefano. Aveva dedicato tanto a questo sport che alla fine, beffardamente, s’era preso gioco di lui.

Fine anni ’80. Il sabato si andava ancora a scuola, ma alla sera l’appuntamento fisso era alla pista coperta di viale Kennedy. C’era l’Hockey Novara, il grande Novara che vinceva praticamente contro tutti, che dava spettacolo e scaldava il cuore di migliaia di appassionati. Era il tempo dei tamburi e delle bandiere in curva, di Paolino che dirigeva i cori e di qualche temerario che accendeva i fumogeni. Non erano anni di tifosi ‘occasionali’, perché quelli presenti al palazzetto il sabato sera si ritrovavano tutti insieme alla domenica allo stadio per vedere il Novara Calcio. Alla faccia dei soldi nel portafogli, che ai più non tornavano bene già allora, che talvolta imponevano una scelta tra i due.

Dopo quella sera di martedì 27 settembre 1988 molti tifosi di hockey hanno mandato all’aria tutto. Svuotati nell’animo, in quell’impianto che avevano frequentato per anni, quasi fosse stato il loro salotto di casa, non hanno mai più messo piede.

Sono passati trent’anni e il ricordo che si mescola al dolore è ancora vivo in tutti quanti lo ricordano. La scomparsa del Bundi ha segnato un solco, chiudendo sotto chiave un’epoca irripetibile dell’hockey a rotelle novarese. Ma ha lasciato intatte la passione e l’amore di quanti ancora oggi infaticabilmente si i prodigano, per uno sport che anche grazie a lui era ed è rimasto nel cuore dei veri sportivi novaresi.

La sezione hockey della Polisportiva San Giacomo ricorderà Stefano Dal Lago, al palazzetto a lui intitolato, sabato 29 settembre. Con una Santa messa in pista alle 15,30, due incontri giovanili a seguire tra le Under 13 di Vercelli e Monza e le Under 15 di S.Giacomo e Monza quindi, alle 19.30, con una rimpatriata di veterani amici di Stefano. Si ritroveranno in pista Amato, Barsi, Bernardini, Colamaria, Crudeli, Cupisti, Faccin, Ferrari P., Girardelli, Givoni, Massimo Mariotti, Marzella, Ortogni, Osenga, Parasuco e Rollino insieme agli stranieri Ayats, Nunes, Vitor Hugo, Torner E.,Torner J. e Pujalte.

Chi ha amato Stefano e lo ama ancora non può mancare.

  1. Straziante questo dolore.Continuo a chiedermi perché questi disegni di Dio sono scarabocchi.
    Anch’io al 16 ottobre di quest’anno ricorderò il 30esimo anno dalla perdita di mia sorella Claudia che aveva solo 36 anni.
    Nel pieno della sua vita e attività lasciando due bimbe piccole.
    Continuo dopo anni a chiedermi il perché.
    Non lo capirò mai.
    Infatti la mia fede traballa sempre più.
    Ottima comunque questa idea di ricordare questa farfalla.
    BRAVI.COMPLIMENTI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati