Storie della domenica

Il Festival di Sanremo… in salsa novarese

Il Festival di Sanremo, manifestazione canora nota in tutto il mondo, è nata nel gennaio del 1951, soprattutto per dare vitalità al Casinò di Sanremo nel periodo invernale.

Col tempo si è poi trasformata in un “evento” internazionale, e ora resiste da oltre sessant’anni come spettacolo di varietà con alla base un concorso di canzoni che riscuotono scarso interesse.

Noi abbiamo seguito il Festival per radio I primi anni, e poi in televisione, dove le serate dedicate a Sanremo furono un vero e proprio “cult” negli anni dal Sessanta all’Ottanta, quando la canzone italiana espresse il meglio del meglio con i cantautori e con motivi che sono rimasti nella storia del costume. Uno su tutti “Nel blu dipinto di blu”, meglio noto come “Volare” di Domenico Modugno che nel 1958 rivoluzionò lo stile delle canzoni e delle melodie.

Il primo nome “novarese” che ci viene in mente è quello del compositore Carletto Concina (1900-1968) che non era di Novara, bensì della vicina Confienza, ma che a Novara contava i suoi migliori collaboratori Mario Mellier, Gino Panagini, Aldo Beldì. Nel 1952 Concina fece il gran colpo vincendo il Festival con la serenita ruffiana “Vola colomba” (erano i tempi di Trieste italiana).

Ma Concina era un autentico compositore e si ripetè con successi sanremesi come “Usignuolo”, “Campanaro”, “Sentiero”, “Campane di Santa Lucia”, “Vita”.

Dopo Concina, un altro maestro e compositore novarese fu presente per tre volte a Sanremo. Mario Mellier (1914-2001), notissimo arrangiatore e direttore di orchestra, che negli anni settanta propose al Festival tre sue composizioni “Portami via”, “Povero” e “Lettera” che riscossero poco successo anche perchè interpretate da giovani promesse come Junior Magli, Angelica e Antonella Bellan.

Sfiorarono il successo “I Domodossola” un coro formato da un gruppo di parenti (sette tra fratelli, cugini e zii) che nel 1970 a Sanremo propongono “Ciao anni Verdi” una canzone di Celentano-Pallavicini e quattro anni più tardi “Se hai paura”. Piacevano molto a Mina che li sponsorizzò con la sua casa discografica.

Un altro novarese di Oleggio, il maestro Natale Massara (1942), fu eccellente protagonista per sette edizioni del Festival di Sanremo dirigendo cantanti e orchestre negli anni Settanta e Ottanta. Massara era nato e cresciuto con “I Ribelli” e il ”clan” di Celentano dove suonava il sassofono. Massara è diplomato al Conservatorio di Milano, ed è un musicista e arrangiatore completo. Ha collaborato con tutti I migliori cantanti italiani. Natale Massara ha vinto tre dischi d’oro con le canzoni di Milva.

 

 

Ultima in ordine di tempo per i novaresi a Sanremo, è stata la trecatese Lena Biolcati (1960), che al Festival ha conseguito grandi successi con quattro canzoni scritte per lei dai “Pooh”: “Innamoratevi come me” 1983; “Grande grande amore” 1986, con cui vince fra le “nuove proposte”; “Vita mia” 1987 e “Amori” 1988.

Adesso sono vent’anni che attendiamo il ritorno di qualche novarese, sia cantante che compositore che direttore d’orchestra, alla prestigiosa vetrina della città dei fiori. Speriamo in qualche giovane promessa.

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