Storie della domenica

Il Duomo antonelliano, una storia lunga 150 anni

Il Vescovo apre questa mattina con una celebrazione eucaristica le iniziative per ricordare la ricorrenza della consacrazione della Cattedrale ridisegnata dal genio irregolare di Alessandro Antonelli

Sebastiano Vassalli ha descritto più volte nelle sue pagine il rapporto tormentato tra Alessandro Antonelli e la città di Novara. Un rapporto conflittuale: Antonelli – dice Vassalli – pensava in verticale e i novaresi in orizzontale.

Nonostante questa radicale differenza di punti di vista, è stato proprio il genio irregolare di Antonelli a lasciare sulla città i segni più visibili e riconoscibili. Non solo con la monumentale cupola di San Gaudenzio, ma anche con il Duomo neoclassico.

L’attenzione della città torna in questi giorni sulla cattedrale, perché oggi, 7 ottobre 2018, inizia il 150° anno di vita del Duomo antonelliano, che fu consacrato nel 1869.

Come tutti sanno, al tempo del primo vescovo di Novara, san Gaudenzio (nel V secolo), vennero costruiti con sovvenzioni imperiali la Basilica urbana, il Battistero e la Domus episcopalis. Se il Battistero, almeno nella sua struttura architettonica, è sopravvissuto per circa tre quarti sino ai nostri giorni, non così si può dire della Basilica.

La sua storia è lunga e complessa, e nella fase finale “incrocia”, appunto, la figura di Antonelli.

Un primo disegno relativo solo alla realizzazione di un nuovo presbiterio porta la data del 1797 ed è stato redatto da Stefano Ignazio Melchioni. Ma solo negli anni Trenta, durante l’episcopato del card. Morozzo ed agli inizi del regno di Carlo Alberto, in un momento economico favorevole, si pose mano alla ricostruzione dell’intera area celebrativa.

Antonelli entra nella storia del Duomo di Novara quando nel 1854,gli venne richiesto un progetto per la ricostruzione del quadriportico, ma lui ne presentò uno che prevedeva anche la ricostruzione dell’intera cattedrale, che venne approvato l’anno successivo. Nel 1857 venne demolito il quadriportico ed in seguito ricostruito, mentre a partire nel 1865 vennero demolite le navate e la cupola della cattedrale romanica. La costruzione delle nuove navate terminò nel 1869 e, il 2 ottobre dello stesso anno, la cattedrale venne consacrata. La celebrazione fu presieduta dal vescovo di Novara, mons. Giacomo Filippo Gentile, assistito dai vescovi mons. Paolo Angelo Ballerini, Patriarca di Alessandria d’Egitto, mons. Giacomo Antonio Colli, vescovo di Alessandria, già canonico della Cattedrale di Novara, e mons. Francesco Gandolfo, vescovo di Corneto di Civitavecchia.

La Diocesi, nel ricordo di questo evento ha in programma alcune iniziative, che si aprono proprio questa mattina,

Alle 10,30, il vescovo Franco Giulio Brambilla presiederà la celebrazione eucaristica che sarà anche l’occasione per ringraziare tutti coloro – donatori, progettisti e maestranze – che hanno contribuito ai lavori di restauro che hanno interessato negli ultimi anni  la cattedrale.

Un percorso lungo, quello dei restauri, avviato nel 2014 e concluso nella scorsa estate.

«Questo lavoro ingente è stato possibile grazie alla generosa contribuzione finanziaria di Fondazioni ed Enti imprenditoriali, tra i quali ricordiamo in particolare la Conferenza Episcopale Italiana, con il contributo dell’8 per mille, la Fondazione Cariplo, la Fondazione della Banca Popolare di Novara, la Fondazione della CRT, la Fondazione del Territorio Novarese, la Fondazione Intesa Sanpaolo, la Cattolica Assicurazioni – dice il legale rappresentante dell’Ente Cattedrale mons. Walter Ruspi -. E’ dovere infine ricordare tanti altri i cui nomi non sono elencati: benefattori generosi che hanno desiderato conservare l’anonimato, e tutti i fedeli affezionati alla nostra Cattedrale che, con offerte costanti, umili ma sempre generose, hanno dato il loro prezioso obolo per i lavori».

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