Storie della domenica

Con la scomparsa del Benevolo muore un pezzo di città

In mezzo a tante luttuose e tragiche notizie, la chiusura del Bar Benevolo “per cessata attività” è passata un po’ in sordina. Per chi, come noi, ha vissuto in prima persona la vita del bar Benevolo, almeno dal 1945 ad oggi, un po’ di storia di questo antico bar deve essere raccontata.

Dunque, il Bar Benevolo nasce dopo la Grande Guerra, grazie all’iniziativa di certo Cucchi che apre tre vetrine sul rondò di San Martino con schieramento di tavolini e sedie di ferro lungo il marciapiede, durante a stagione estiva. Dietro al bar, nel grande cortile del casamento, Luigi Benevolo prepara in prima persona la celebre gazzosa con la pallina di vetro che verrà scherzosamente nominata ”Sciampagne dla baleta”.

Negli anni trenta il bar viene rilevato definitivamente da Luigi Benevolo, meglio conosciuto come il signor Bigino che profitta della magnifica posizione per dare da bere (e anche da mangiare) ai viaggiatori che prendono il tramway che ha la propria sede ove oggi sorge il Mercato Coperto. Il signor Bigino, re della gazzosa, vende in maniera abbondante anche vino, spuma acquavite e altri liquori spiritosi che servono per dare la carica ai commercianti di cavalli che contrattano all’alba e hanno bisogno di una carica in più nelle fredde mattinate novaresi.

 

 

Poi arriveranno le prima macchine per produrre il caffè liquido e lo spruzzo di grappa o cognac è d’obbligo. La birra arriverà poco più tardi ,ma non riscuoterà grande successo. Successo che il Bar Benevolo coglie in pieno quando nel 1931 sorge a cento metri di distanza dal rondò di San Martino lo stadio comunale “Littorio” che vedrà i primi trionfi del Novara calcio in serie “A” con Caimo, Mornese, Galimberrti, Varsaldi, Rizzotti, il cannoniere Romano e Torri.

Il Bar Benevolo diventa il caffè degli sportivi. Tutti passano al Benevolo per un caffè, una spuma, un chinotto, un’aranciata. In declino il bicchiere di vino che caratterizza soprattutto le osterie. I tifosi del calcio festeggiano con I giocatori le vittorie del Novara e due promozioni in serie “A”. La guerra slitta via via senza problemi; sono state cancellate le linee del tramway, ma al loro posto è sorto l’immenso complesso del Mercato Coperto che il lunedì e il giovedì attira folle di compratori. E il Bar Benevolo è lì in posizione strategica per servire tutti.

Nel primo dopoguerra, con altri gestori, il Bar Benevolo assiste a violente discussioni fra i sostenitori di Coppi e quelli di Bartali, con frequenti interventi dei vigili che in piena notte debbono cortesemente mandare a dormire gli avventori nottambuli più accesi. Otto campionati di serie “A” del Novara calcio, dal 1948 al 1956 consentono al Benevolo di diventare il primo caffè sportivo di Novara.

Poi la storia si mette a correre. La costruzione del magnifico blocco dei palazzi Notari costringe il Bar Benevolo ad emigrare sotto le tribune del vecchio stadio di via Alcarotti, ove un tempo la Pro Novara allenava gli schermitori. Il Bar Benevolo vive ancora una trentina d’anni, ma la clientela non è più quella di una volta. Le abitudini delle persone cambiano, il bar resiste soltanto con il biliardo, il gioco delle carte e soprattutto perchè si trasforma spesso in una piccola sala televisiva (partite di calcio).

Poi ai primi di aprile 2019 la chiusura definitiva. Finisce una storia cittadina durata cent’anni.

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